Enrico Renosto, ex consigliere comunale, torna a casa dopo 20 giorni in coma: «Sono un miracolato»

Ex consigliere comunale Enrico Renosto torna a casa dopo 20 giorni in coma, riconosciuto miracolato per emorragia cerebrale.

Ex consigliere comunale in coma dopo emorragia, torna a casa con speranze di ripresa
Ex consigliere comunale in coma dopo emorragia, torna a casa con speranze di ripresa

Enrico Renosto, ex consigliere comunale, è tornato a casa dopo 20 giorni di coma tra la vita e la morte, dopo un episodio drammatico che lo ha visto colpito da un’emorragia cerebrale improvvisa. L’episodio, avvenuto il 18 giugno scorso, lo ha visto privo di conoscenza in casa di suo padre a Santa Bona, ritrovato la mattina successiva dalla sorella Rosita. Dopo un intervento chirurgico d’urgenza e un periodo in terapia intensiva, Renosto ha iniziato a riprendersi, con un risveglio significativo il 5 luglio, quando ha detto per la prima volta: «Dove mi trovo?». Oggi, dopo un ricovero di 45 giorni e una perdita di peso di 10 chili, Renosto ha espresso un sentimento di gratitudine e di fortuna, definendosi «un miracolato».

Un episodio inaspettato e una diagnosi inattesa

Renosto ha raccontato di non ricordare nulla del giorno in cui è stato male, ma la sorella Rosita, che ha svolto un ruolo fondamentale durante l’ospitalità, gli ha spiegato i dettagli. L’emorragia cerebrale, causata da una massa tumorale di 6 centimetri rimosso in urgenza, ha messo in pericolo la sua vita. Il tumore, di tipo secondario, è conseguenza di un melanoma diagnosticato otto anni fa. Non ha mai avuto nessuna avvisaglia, nessun sintomo. È cresciuta fino a quando ha trovato spazio, poi si è rotta provocando l’emorragia. Durante il coma, Renosto ha anche contratto una broncopolmonite e un’embolia polmonare, ma ha potuto contare su un team medico di grande professionalità.

Un risveglio che ha cambiato la sua vita

Il 29 giugno, giorno del compleanno della madre, Renosto ha fatto i primi movimenti, un momento che ha segnato l’inizio della sua ripresa. Il 5 luglio, giorno del suo compleanno, ha riaperto gli occhi e ha iniziato a comprendere la situazione. Ha detto ai medici: «Sono un miracolato». «Mi hanno detto, ma me ne sono reso conto dai tanti messaggi ricevuti e dalle tante persone che sono venute a trovarmi quando ero ricoverato», ha raccontato. Tra coloro che hanno visitato l’ospedale, ci sono stati ex colleghi e amici, tra cui Francesco Benazzi e Luca Zaia. «Sono stati tantissimi. Ringrazio tutti. Sono stato fortunato», ha concluso.

Renosto, che ha perso conoscenza in casa di suo padre e ha trovato conforto nella presenza della sorella, ha espresso un senso di gratitudine e di speranza. «Sono un miracolato», ha detto, riferendosi al momento in cui ha potuto svegliarsi dopo 20 giorni in coma. «AI medici, un giorno, ho detto che essermi risvegliato era come essere passato da uno spiraglio strettissimo di una porta che si stava chiudendo. Il medico mi ha guardato e mi ha risposto: «No, lei è passato per il buco della serratura»», ha ricordato. Ora, tornato a casa, Renosto si sta riprendendo, con un progresso graduale ma significativo.

La sua storia, pur drammatica, è anche un esempio di resilienza e fortuna. La sua famiglia, in particolare la sorella Rosita, ha svolto un ruolo cruciale nel suo percorso di recupero. «Sono stato fortunato a trovarmi a casa di mio papà e non a casa mia, dove sarei stato da solo», ha detto. La sua esperienza ha suscitato reazioni forti in città, con tante persone che hanno espresso solidarietà e sostegno. Renosto, ora a casa, si dedica al processo di recupero, con l’obiettivo di tornare a una vita normale.