Eolico a San Vito sullo Ionio, sindaci e operatori turistici chiedono coerenza a Occhiuto

Sindaci e operatori turistici della Calabria chiedono al presidente Occhiuto di difendere il modello di sviluppo sostenibile del Cammino Kalabria coast to coast.

Sindaci e operatori turistici della Calabria manifestano preoccupazione per un progetto eolico che potrebbe danneggiare il Cammino Kalabria coast to coast
Sindaci e operatori turistici della Calabria manifestano preoccupazione per un progetto eolico che potrebbe danneggiare il Cammino Kalabria coast to coast

La Regione Calabria è sotto pressione da parte di sindaci e operatori turistici che chiedono al presidente Roberto Occhiuto di difendere il modello di sviluppo sostenibile del Cammino Kalabria coast to coast. Il dibattito riguarda il progetto di un parco eolico a San Vito sullo Ionio, un impianto che, se realizzato, potrebbe compromettere l’integrità ambientale e la filiera turistica che si basa sulla bellezza e la conservazione del territorio. La questione è diventata centrale dopo che il Tar di Catanzaro ha annullato la decadenza dell’Autorizzazione Unica, permettendo al proponente di proseguire con il progetto. I sindaci e i rappresentanti del settore turistico sostengono che il progetto contraddice l’idea di una Calabria straordinaria, promossa proprio da istituzioni regionali, e mette a rischio un modello di sviluppo che si basa sulla coesistenza tra turismo lento e conservazione ambientale.

Un modello virtuoso in pericolo

Il Cammino Kalabria coast to coast, che attraversa le Serre, è un’esperienza turistica unica, che si basa sulla bellezza naturale e sull’impegno dei cittadini locali. La filiera turistica che ne deriva, composta da piccoli alberghi, agriturismi, ristoranti e guide locali, ha contribuito a creare posti di lavoro e a far crescere la comunità. I sindaci e gli operatori turistici sostengono che il progetto eolico, se realizzato, metterebbe in pericolo questa realtà. «Con fatica e con mezzi propri, abbiamo contribuito a costruire una filiera turistica reale», scrivono in una lettera al presidente Occhiuto. «È un modello di sviluppo che non consuma la terra, ma la abita e la valorizza». La realizzazione dell’impianto eolico, con 14 torri alte 140 metri, potrebbe alterare irrimediabilmente l’equilibrio ambientale e sociale del territorio.

La coerenza tra parole e fatti è fondamentale per la Calabria straordinaria. I sindaci e gli operatori turistici sostengono che il progetto contraddice l’idea di una Calabria che promuove il turismo lento e la conservazione del territorio. «Se la Calabria che la Regione promuove nei suoi materiali istituzionali, nelle fiere del turismo, nelle campagne per il rientro dei giovani è la stessa Calabria che vogliamo continuare a costruire, allora questa coerenza deve tradursi in atti concreti», scrivono. Tra questi, l’appello alla sentenza del Tar di Catanzaro che ha annullato la decadenza dell’Autorizzazione Unica e la difesa del decreto n. 13920 del 3 ottobre 2024, che aveva correttamente bloccato il progetto.

Un paradosso tra green e sviluppo

La lettera degli operatori turistici sottolinea un paradosso: mentre la Regione promuove la Calabria come una destinazione sostenibile e autentica, permette un progetto che, a loro parere, va contro i principi stessi di questa visione. «Stiamo parlando dell’ipocrisia di chiamare “green” un intervento che devasta un crinale di faggete secolari», scrivono. L’impianto eolico si troverebbe a ridosso del Parco Regionale delle Serre, un’area protetta e un punto di riferimento per il turismo lento. «Un paradosso reso ancora più evidente dai pareri negativi con cui la stessa Regione ha già bloccato progetti simili proprio all’interno dell’area delle Serre», aggiungono. La realizzazione dell’impianto potrebbe portare profitto a soggetti esterni al territorio, a scapito dei cittadini che hanno investito in un modello di sviluppo sostenibile.

La coerenza tra politiche e azioni è essenziale per il futuro del territorio. I sindaci e gli operatori turistici sostengono che il progetto eolico non rispetta i valori di una Calabria che si basa sulla conservazione e sull’impegno locale. «La realizzazione dell’impianto potrebbe portare profitto a soggetti esterni al territorio, a scapito dei cittadini che hanno investito in un modello di sviluppo sostenibile», scrivono. La lettera chiede al presidente Occhiuto di scegliere da che parte stare, con coerenza e senza ambiguità. «Non chiediamo un favore – conclude la lettera – chiediamo che le parole pronunciate per attrarre viaggiatori, investimenti e giovani nella nostra terra non vengano smentite dai fatti proprio nel luogo dove quelle parole si sono già fatte impresa, lavoro, futuro».

Il 2 agosto, i sindaci e gli operatori turistici organizzeranno una marcia tra i boschi lungo il Cammino Kalabria coast to coast, con momenti di riflessione e sensibilizzazione. L’iniziativa, promossa da Controvento Calabria, Terra e libertà e Kalabria Trekking,