Ex assessore condannato per omicidio volontario: sparato a uomo disarmato in piazza
Ex assessore a Voghera condannato a dodici anni per omicidio volontario, il giudice rileva sproporzione nella difesa

Massimo Adriatici, ex assessore comunale alla Sicurezza di Voghera, è stato condannato a dodici anni di reclusione per omicidio volontario dopo l’uccisione di Youns El Boussettaoui, avvenuta il 20 luglio 2021. L’imputato, che aveva legalmente detenuto una pistola calibro 22, ha sparato a distanza ravvicinata al torace del senzatetto, che era disarmato e non rappresentava un pericolo per la sua vita. Il giudice ha ritenuto che la difesa presentata non fosse legittima, a causa della “marchiana sproporzione della condotta dell’imputato”, che ha agito consapevolmente pur sapendo che l’aggressore non era armato.
La difesa e le contestazioni
La difesa di Adriatici, affidata agli avvocati Luca Gastini e Guido Alleva, ha sostenuto che attribuire a una persona appena colpita al viso e con un’aggressione in corso la capacità di prendere una decisione lucida in un secondo fosse un non-senso. Gli avvocati hanno sottolineato che le immagini e le didascalie del video confermano che l’aggressore, El Boussettaoui, aveva raccogliere qualcosa da terra solo dopo che Adriatici era a terra, e quindi non poteva percepire il gesto. Il ricorso in Appello è stato annunciato per contestare la sentenza.
La sentenza e le motivazioni
Secondo il Gup Luigi Riganti, il gesto di Adriatici non può essere ricondotto a una difesa legittima, poiché l’aggressore era disarmato e non esisteva alcun pericolo di vita. Il giudice ha analizzato in modo dettagliato il contesto, sottolineando che l’imputato aveva sparato volontariamente, nonostante fosse chiaro che l’aggressore non rappresentava un rischio. La sentenza ha anche evidenziato che la passeggiata serale di Adriatici non costituiva una ronda armata, ma un’attività privata, e che la pistola era portata senza sicura e con il colpo in canna, in contrasto con le linee guida.
Il giudice ha inoltre sottolineato che l’aggressione di El Boussettaoui, che aveva colpito Adriatici a mani nude, era aggressiva e non difensiva, e che l’imputato aveva agito con una condotta sproporzionata. La sentenza ha ribadito che la vita va tutelata sempre e comunque, senza distinzioni tra persone. I legali delle parti civili, Marco Romagnoli e Deborah Piazza, hanno espresso soddisfazione, affermando che la sentenza conferma l’omicidio volontario e la giustizia. Nel corso dell’interrogatorio di convalida, il 23 luglio 2021, Adriatici aveva dichiarato di non ricordare che El Boussettaoui stesse raccogliere qualcosa da terra, un gesto che le telecamere avevano ripreso. Il giudice ha ritenuto che il gesto potesse essere riconducibile a un movimento del corpo, ma non ha modificato la sua valutazione sulla sproporzione della difesa. La sentenza, lunga novantanove pagine, ha concluso che l’omicidio è stato volontario e non legittimo, con conseguenze gravi per l’imputato.
La difesa ha anche sottolineato che l’imputato aveva agito in un momento di forte tensione, con un’aggressione fisica in corso, e che la sua reazione non poteva essere considerata razionale. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che la condotta di Adriatici fosse volontaria e non legittima, a causa della sproporzione tra l’aggressione subita e la risposta armata. La sentenza ha anche sottolineato che l’imputato aveva una pistola legalmente detenuta, ma non era in possesso di una licenza per la sua portabilità in determinate situazioni.
