Fausto Panizzolo, ingegnere biomedico che ha sviluppato un esoscheletro per aiutare chi ha difficoltà motorie

Ingegnere biomedico padovano sviluppa un esoscheletro per aiutare chi ha difficoltà motorie, realizzato grazie a un progetto che ha permesso a una sposa di raggiungere l’altare.

Ingegnere biomedico padovano mostra un esoscheletro che ha permesso a una sposa di camminare fino all'altare
Ingegnere biomedico padovano mostra un esoscheletro che ha permesso a una sposa di camminare fino all’altare

Fausto Panizzolo, ingegnere biomedico padovano classe 1982, ha sviluppato un esoscheletro per aiutare chi ha difficoltà motorie, un progetto che ha permesso a una sposa di raggiungere l’altare con le proprie gambe. Dopo la laurea all’Università di Padova, ha lavorato per quasi dieci anni in Canada, Australia e Stati Uniti, fino all’esperienza al Wyss Institute di Harvard University, dove ha contribuito allo sviluppo di tecnologie innovative per la riabilitazione del cammino. Il progetto è nato da una curiosità e una voglia di imparare, che lo ha portato a tornare in Italia per trasformare la ricerca in innovazione.

Un dispositivo per migliorare la vita quotidiana

L’esoscheletro, un dispositivo indossabile, è stato sviluppato per aiutare persone con difficoltà nel cammino, come anziani o chi ha patologie che limitano la mobilità. L’obiettivo era creare una tecnologia semplice e accessibile, in grado di migliorare la vita quotidiana di un numero significativo di persone. Il progetto è cresciuto gradualmente, fino a trasformarsi in una tecnologia concreta, disponibile in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Australia. I brevetti americano, europeo e cinese ne attestano l’originalità e l’importanza.

«Una tecnologia può nascere e funzionare in laboratorio, ma poi ci sono molti passaggi per arrivare alle persone», ha spiegato Panizzolo. Questo ha spinto l’ingegnere a cambiare percorso, passando dalla ricerca al mondo dell’imprenditoria, per portare le tecnologie fino al loro utilizzo concreto. Il dispositivo è stato sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova e con colleghi conosciuti durante gli anni trascorsi all’estero.

Una storia che ha dato motivazione al team

Una delle storie che hanno dato motivazione al team è quella di una ragazza che voleva sposarsi e aveva difficoltà a camminare. Ha indossato il dispositivo sotto il vestito da sposa e ha mandato le foto del giorno dell’evento. «È la possibilità di fare qualcosa di buono per qualcuno, di cambiare realmente la vita delle persone», ha spiegato Panizzolo. La tecnologia non è pensata per persone completamente allettate, ma per chi già cammina ma con difficoltà, offrendo un supporto significativo. «Non è pensata per persone completamente allettate o che non riescono a stare in piedi. Può fare la differenza per chi già cammina, ma con difficoltà», ha aggiunto. Il dispositivo è stato sviluppato con l’obiettivo di aiutare un numero importante di persone nella vita quotidiana.

Il progetto ha anche portato Panizzolo a esplorare settori diversi, come la ristorazione, dove ha creato un altro progetto imprenditoriale. «Mi piace applicare quello che ho imparato in settori diversi: analizzare opportunità, creare relazioni, sviluppare idee», ha detto. La sfida, in entrambi i casi, è la stessa: costruire qualcosa, accettando che il percorso non sia sempre lineare. La ricerca non è solo teoria, ma un modo per migliorare la vita delle persone. Il dispositivo è un esempio concreto di come la tecnologia possa fare la differenza.