FdI: Nuovo reato per violenze durante manifestazioni, estensione a gruppi organizzati

FdI propone estensione del reato di associazione a delinquere a gruppi violenti durante manifestazioni, con riferimento a episodi in Val di Susa e Bologna.

Manifestanti violenti in piazza, forze dell'ordine in azione, gruppi organizzati in azione
Manifestanti violenti in piazza, forze dell’ordine in azione, gruppi organizzati in azione

Il Partito della Libertà (FdI) ha annunciato l’intenzione di estendere il reato di associazione a delinquere a gruppi organizzati che commettono violenze durante manifestazioni, con un focus particolare su episodi recenti come quelli in Val di Susa e a Bologna. L’obiettivo è fornire ai magistrati uno strumento chiaro per contestare l’organizzazione di azioni violente che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica. Il provvedimento, presentato durante una conferenza stampa, mira a inasprire la normativa esistente, che attualmente si applica solo a terrorismo e criminalità organizzata.

Violenze durante manifestazioni, un reato nuovo

Secondo il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, i recenti episodi di violenza, come quelli in Val di Susa e a Bologna, hanno causato danni ingenti e devastazioni, rendendo necessario introdurre un reato associativo specifico. “A seguito dei recenti scontri in Val di Susa, ma anche di quelli a Bologna, che hanno causato danni ingenti e devastazioni, riteniamo necessario introdurre nel codice penale uno specifico articolo che preveda il reato associativo”, ha spiegato Malan. L’obiettivo è evitare che episodi di questo tipo finiscano solo con l’accusa di lesioni personali, ma si vuole tutelare la legalità e l’ordine pubblico da chi vuole colpire lo Stato.

Francesco Filini, responsabile del programma di FdI, ha sottolineato che si tratta di nuclei violenti non gerarchizzati, ma che si coordinano con un unico obiettivo: assaltare le forze dell’ordine e mettere a repentaglio la sicurezza di tutti. Non possiamo più tollerare le violenze viste a Bologna, in Val Susa o durante alcune manifestazioni dei Pro-Pal. L’idea è di creare un nuovo reato associativo che permetta di punire chi si organizza o si coordina per commettere reati contro le forze dell’ordine o l’ecosistema.

Un’azione concreta per la sicurezza

La proposta di legge, presentata durante una conferenza stampa alla Camera, è stata supportata anche da Augusta Montaruli, vicepresidente dei deputati di FdI. “Questa proposta è necessaria perché ci sono processi in cui la procura ha sostenuto l’imputazione di associazione a delinquere ma senza trovare il riscontro degli organi collegiali”, ha affermato Montaruli, facendo riferimento al processo “Sovrano”. L’obiettivo è dare un ulteriore strumento a sostegno delle procure e di tutti quei magistrati che vedono una realtà: l’esistenza di un’organizzazione violenta rivendicata dai No Tav in maniera sistematica. Il provvedimento, inoltre, prevede l’estensione del reato di associazione a delinquere anche a gruppi composti da almeno tre persone che commettono reati contro le forze dell’ordine o l’ecosistema. Con questo provvedimento mettiamo finalmente nelle mani della magistratura un nuovo presidio normativo. L’obiettivo è creare le condizioni per difendere il diritto a manifestare pacificamente e punire chi va contro l’ordinamento democratico.