Federica Brignone denuncia il degrado del Cervino in un video su Instagram
Federica Brignone pubblica un video su Instagram denunciando il degrado del Cervino, con conseguenze per la stagione estiva e la preparazione degli atleti.

Federica Brignone, bicampionessa olimpica di sci alpino, ha pubblicato un video su Instagram che denuncia il degrado del Cervino, un comprensorio alpino in cui si svolge la stagione estiva dello sci. Il video, condiviso il 1 agosto 2026, mostra immagini di piste quasi completamente prive di neve, con rocce affioranti e impianti immersi in un paesaggio simile a quello di fine autunno. La sciatrice, insieme al fratello e allenatore Davide, ha scelto di utilizzare le note di Titanic come sottofondo, per enfatizzare l’impatto visivo del cambiamento climatico sul comprensorio. L’evento segna un ulteriore passo nella crisi del ghiacciaio del Teodulo, che ha costretto diverse squadre nazionali a rivedere i loro programmi di allenamento.
La stagione estiva del Cervino si interrompe con un mese di anticipo
La stagione estiva del comprensorio del Cervino, che avrebbe dovuto proseguire fino ai primi giorni di settembre, è stata interrotta con oltre un mese di anticipo. La decisione è stata presa dalla società svizzera Zermatt Bergbahnen, che gestisce gli impianti del ghiacciaio del Teodulo. La sospensione delle attività sciistiche è entrata in vigore il 1° agosto, a causa del persistente caldo, dell’assenza del rigelo notturno e del rapido deterioramento della neve e del ghiacciaio. Questi fattori hanno reso impossibile garantire standard di sicurezza adeguati per gli sciatori e gli atleti impegnati nella preparazione estiva.
Le conseguenze per la preparazione degli atleti
La chiusura del comprensorio ha avuto effetti significativi anche sulla preparazione delle squadre di sci alpino. Tra gli atleti coinvolti c’è la stessa Brignone, che aveva programmato una fase di allenamento sul ghiacciaio del Cervino e ha dovuto interrompere il lavoro sulla neve. Le piste, ormai trasformate in superfici instabili e segnate dallo scioglimento continuo, non permettono più di svolgere sedute tecniche in condizioni accettabili. Per la campionessa valdostana cambia così anche il calendario della preparazione verso la nuova stagione.
Per il momento gli impianti sul versante italiano di Breuil-Cervinia restano aperti esclusivamente per gli escursionisti e per chi desidera raggiungere le quote panoramiche, mentre l’attività sciistica rimane completamente sospesa. La stagione estiva del Cervino ha visto un calo significativo delle presenze, con conseguenze economiche per le strutture ricettive, le scuole di sci e gli impianti.
Non si tratta più di un episodio isolato o di una stagione sfavorevole, ma della manifestazione di una tendenza che negli ultimi anni sta modificando profondamente l’ambiente alpino. La finestra utile per praticare sci estivo sui ghiacciai continua a ridursi, mentre il progressivo arretramento delle masse glaciali rende sempre più complicata la gestione degli impianti e la conservazione delle piste. In Europa, le possibilità di allenarsi sulla neve durante l’estate si riducono ormai a pochissime località, tra cui il Passo dello Stelvio e il ghiacciaio dell’Allalin, sopra Saas-Fee, entrambe sempre più condizionate dall’evoluzione delle temperature.
La situazione ha costretto diverse squadre nazionali a rivedere programmi e trasferte, cercando alternative sempre più difficili da individuare in Europa. In attesa di definire ufficialmente il proprio futuro agonistico, la fuoriclasse valdostana dovrà spostare il lavoro nell’emisfero australe, dove nelle prossime settimane è previsto il raduno in Argentina, sulle nevi della Terra del Fuoco. Sarà lì che, salvo modifiche al programma, riprenderanno gli allenamenti dopo l’interruzione forzata sulle Alpi. La crisi del ghiacciaio del Teodulo ha effetti su tutta la filiera dello sci estivo. La sospensione delle attività sciistiche ha ripercussioni anche sul turismo e sull’intera filiera che ruota attorno allo sci. La stagione estiva del Cervino ha visto un calo significativo delle presenze, con conseguenze economiche per le strutture ricettive, le scuole di sci e gli impianti.
