Ford e Stellantis: la cinghia in bagno d’olio torna ad interessare gli Stati Uniti
Indagini in corso negli USA su 135 mila motori Ford per un problema simile a quello di Stellantis.

La cinghia in bagno d’olio, un problema che ha già colpito Stellantis, sembra tornare ad interessare anche Ford negli Stati Uniti. L’ente per la sicurezza stradale statunitense, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), ha avviato un’indagine su circa 135 mila motori 1.0 EcoBoost prodotti tra il 2014 e il 2021. I modelli coinvolti includono Fiesta, Focus e EcoSport, tutti ormai fuori produzione. L’ipotesi presa in esame riguarda un progressivo deterioramento della cinghia, che potrebbe rilasciare residui in grado di ostruire il pescante della pompa dell’olio, causando una riduzione della lubrificazione e potenzialmente danni al motore fino al grippaggio.
Indagini su 135 mila vetture e segnalazioni di guasti
La NHTSA ha trasformato una precedente verifica preliminare in un’analisi ingegneristica più approfondita, che potrebbe portare a un richiamo ufficiale dei veicoli interessati. L’agenzia ha raccolto 355 segnalazioni di automobilisti che hanno visto accendersi la spia della pressione dell’olio poco prima della perdita di potenza o dello spegnimento del motore. Secondo quanto riportato, diversi episodi si sarebbero verificati nonostante la regolare manutenzione del veicolo. I dati analizzati indicano che molti guasti si manifestano intorno alle 70.000 miglia (circa 113.000 km), mentre l’intervallo di sostituzione della cinghia era fissato a 150.000 miglia (circa 240.000 km).
Intervento di Ford e riduzione degli intervalli di sostituzione
La casa automobilistica ha annunciato un programma dedicato ai clienti, riducendo la sostituzione prevista a 100.000 miglia (160.000 km) o sei anni e introducendo un piano di rimborso per alcuni proprietari che hanno già sostenuto costi di riparazione. Al momento, tuttavia, non è chiaro quali veicoli siano effettivamente inclusi nell’iniziativa. La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti da parte di Ford, che dovrà fornire informazioni precise sui modelli coinvolti e sulle misure da adottare per garantire la sicurezza dei propri clienti.
La NHTSA ha già iniziato a raccogliere dati e segnalazioni, con l’obiettivo di valutare l’impatto del problema e determinare se sia necessario un intervento più ampio. La conseguente diminuzione della lubrificazione può causare danni al motore fino al grippaggio. La casa automobilistica ha successivamente annunciato un programma dedicato ai clienti, riducendo la sostituzione prevista a 100.000 miglia (160.000 km) o sei anni e introducendo un piano di rimborso per alcuni proprietari che hanno già sostenuto costi di riparazione.
La NHTSA ha già iniziato a raccogliere dati e segnalazioni, con l’obiettivo di valutare l’impatto del problema e determinare se sia necessario un intervento più ampio. La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti da parte di Ford, che dovrà fornire informazioni precise sui modelli coinvolti e sulle misure da adottare per garantire la sicurezza dei propri clienti. La conseguente diminuzione della lubrificazione può causare danni al motore fino al grippaggio. La casa automobilistica ha successivamente annunciato un programma dedicato ai clienti, riducendo la sostituzione prevista a 100.000 miglia (160.000 km) o sei anni e introducendo un piano di rimborso per alcuni proprietari che hanno già sostenuto costi di riparazione.
