Gallarate: il documento sulle tariffe per i disabili potrebbe influenzare sette ricorsi al Tar

Sette ricorsi al Tar a Gallarate per le tariffe dei servizi per disabili, un documento interno potrebbe influenzare i procedimenti.

Un documento interno del Comune di Gallarate riguardante le tariffe per i disabili potrebbe influenzare sette ricorsi al Tar
Un documento interno del Comune di Gallarate riguardante le tariffe per i disabili potrebbe influenzare sette ricorsi al Tar

Il Comune di Gallarate si trova al centro di una controversia legata alle tariffe per i servizi rivolti a persone disabili. Sette ricorsi sono stati presentati al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) da famiglie che lamentano un aumento significativo delle spese. La questione ha un aspetto giuridico e politico, in quanto un documento interno del Comune potrebbe influenzare i procedimenti in corso. Il consigliere Massimo Gnocchi ha reso noto che il documento, precedentemente “secretato”, è stato reso pubblico e potrebbe avere un impatto rilevante sui ricorsi.

Un documento interno che ha cambiato le regole

Il documento, datato febbraio 2025, è stato redatto da un dirigente del settore Affari Generali e Servizi alla Persona. Secondo il testo, in base alla giurisprudenza, non è legittimo richiedere una compartecipazione a carico dell’utente del servizio superiore ai valori Isee di riferimento. Questo ha posto un argine agli aumenti del 2025, ma nel 2026 il Comune ha ripreso l’applicazione delle nuove tariffe, causando proteste e nuove denunce. Il documento ha mostrato una posizione legale che ha guidato le decisioni del Comune, ma è stato successivamente disapplicato.

La politica e la giustizia si incrociano

La questione ha suscitato dibattiti e tensioni all’interno del Consiglio Comunale. L’assessora al sociale Chiara Allai ha confermato che il documento non è secretato e che è stato consegnato a tutti i consiglieri che ne hanno fatto richiesta. Il documento ha rivelato che la delibera del 2024 aveva dato origine a problemi e contenziosi, da cui erano derivati approfondimenti giuridici. Le famiglie ora possono valutare il documento e il giudice dovrà considerare l’alternanza di tariffe applicate dal Comune.

Il documento ha anche rivelato che gli stessi legali del Comune avevano espresso un parere che fu applicato nel 2025, ma che fu disapplicato nel 2026. Giovanni Pignataro (Pd), che ha partecipato a una commissione di vigilanza, ha sottolineato che l’ex dirigente riteneva illegittima la delibera della giunta e che dovesse essere applicata in maniera conforme alla Legge. Questo elemento potrebbe influenzare il verdetto del Tar.

Un tema politico e sociale

La vicenda ha suscitato dibattiti non solo giuridici, ma anche politici. L’opposizione ha denunciato un uso strumentale da parte delle minoranze, mentre l’amministrazione ha cercato di mitigare l’impatto delle nuove tariffe. Il sindaco Cassani ha tentato di chiudere le polemiche, ma la questione è rimasta dibattuta. Il documento ha reso visibile una contraddizione tra le decisioni del Comune e le posizioni legali espresse. Le famiglie, che usufruiscono di servizi per disabili, si trovano in una situazione di fragilità e di tensione. La questione riguarda un numero limitato di persone, ma ha un impatto significativo sulle loro vite. Il documento potrebbe influenzare i ricorsi in corso, ma non è detto che porti a un pronunciamento favorevole per le famiglie. La situazione rimane in sospeso, con un’udienza prevista a ottobre.