Bonus di 70mila euro per l’ingegnere indagato per la frana di Niscemi

Bonus di 70mila euro per ingegnere indagato per frana di Niscemi, premiato per risultati raggiunti

Ingegnere indagato per frana di Niscemi riceve bonus di 70mila euro, premiato per risultati raggiunti
Ingegnere indagato per frana di Niscemi riceve bonus di 70mila euro, premiato per risultati raggiunti

Un premio per un lavoro non concluso

L’ingegnere Sergio Tumminello, indagato per la frana di Niscemi, ha ricevuto un bonus di 70mila euro per i “risultati raggiunti” durante il suo incarico come capo della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico. La nomina, avvenuta nel novembre 2024, lo ha visto ricoprire la carica fino al 31 dicembre 2025, poco prima dello smottamento che ha devastato il paese in provincia di Caltanissetta. Tumminello era stato nominato dal governatore della Sicilia, Renato Schifani, e ha svolto il lavoro in un contesto di crescente tensione e rischio.

Un sistema di finanziamento inesistente

Secondo la relazione della Corte dei Conti, nel 2024 sono stati finanziati 104 progetti per il consolidamento del territorio a rischio frane, ma solo uno è stato concluso, mentre 12 sono in esecuzione e 32 in fase di progettazione. Molti progetti restano in fase di progettazione o non hanno ancora avviato i lavori. Tumminello ha spiegato che i tempi delle opere pubbliche sono condizionati da vari fattori, tra cui la durata del progetto, le gare d’appalto e le procedure espropriative. La situazione non è migliorata nel tempo, anzi, si è aggravata.
La Sicilia, tra le regioni con i maggiori finanziamenti, ha visto solo una piccola parte dei progetti completati. Molti progetti restano in fase di progettazione o non hanno ancora avviato i lavori. Tumminello ha sottolineato che il sistema di finanziamento non è sufficiente per garantire tempi certi e interventi completi.

Il bonus è stato dato poco prima del disastro.
L’autorelazione che attesta i risultati è stata depositata a fine gennaio, poco prima della frana, e integrata a febbraio. Tumminello ha precisato che il dato indicato dal referto della Corte dei Conti “non è sintomo di inefficacia o inefficienza della struttura commissariale”, in quanto i tempi di un’opera pubblica “risultano condizionati dalla durata del progetto, dalla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, dalle verifiche in capo all’operatore economico aggiudicatario e dalla relativa contrattualizzazione, dall’attuazione delle procedure espropriative e dall’esecuzione dei lavori che dipendono dal valore del contratto e che generalmente interessano più annualità”.

La situazione ha suscitato dibattito e preoccupazione, soprattutto dopo la frana di Niscemi, che ha causato danni significativi al territorio. L’ingegnere, pur essendo indagato, ha sottolineato che i tempi di realizzazione delle opere pubbliche sono spesso estesi e dipendono da molteplici fattori esterni. La questione rimane aperta, con la comunità che attende risposte concrete e misure di prevenzione per evitare futuri disastri.