Gigi Proietti e la sua prima spider: un aneddoto di Ferragosto inaspettato

Gigi Proietti racconta un episodio esilarante legato alla sua spider durante un Ferragosto a Roma, con dettagli curiosi e un’equivoco su modelli simili.

Gigi Proietti con la sua spider in un momento di Ferragosto, con abbigliamento da pilota e pipa
Gigi Proietti con la sua spider in un momento di Ferragosto, con abbigliamento da pilota e pipa

Gigi Proietti, uno dei volti più amati del cinema italiano, ha raccontato un episodio esilarante legato alla sua prima spider, un’auto che gli costò una figuraccia durante un Ferragosto a Roma. L’aneddoto, reso pubblico nel 2017, ha suscitato interesse per la sua originalità e per i dettagli curiosi che lo accompagnano. L’episodio si svolse in una Roma vuota, dove Proietti, con la sua spider, si presentò come un pilota in cerca di avventura, indossando un completo da avventuriero composto da cappello, occhialoni, guanti e sciarpa bianca. La sua scelta di abbigliamento, però, non fu sufficiente a salvare la situazione.

La spider e il suo passato

La spider in questione, una Fiat 1500 Spider, aveva già cambiato quattro proprietari. Proietti, che la chiamava con quel nome, ha sottolineato come l’auto fosse di quinta mano, ma nonostante ciò, aveva una sua identità. La carrozzeria disegnata da Pinin Farina era bassa, lunga poco più di quattro metri e offriva posto soltanto a due persone. La capote in tela scompariva dietro i sedili, lasciando completamente in vista il suo improbabile abbigliamento da pilota. La potenza, che passò da circa 67 a 75 CV, era sufficiente a spingere la spider fino a 160 km/h, e nel 1965 arrivò anche la quinta marcia, un vero lusso per l’epoca.

La sua spider aveva un’identità unica, ma non era l’unica di quel tipo. Altre versioni, come la 1600 S Osca, avevano un motore più potente e un aspetto leggermente diverso. In seguito al restyling, la 1500 Spider era riconoscibile per i quattro fari anteriori, ma di fronte a una vecchia fotografia l’equivoco rimane comprensibile. Proietti, però, teneva a ricordare soprattutto quanti proprietari avesse avuto la sua. Evidentemente, il pedigree contava meno della spider.

Un equivoco e una scelta di stile

Mancava soltanto la pipa, che lui aggiunse prima di mettersi in strada, perché nessuno avrebbe potuto vederlo conciato così. Il momento culminante dell’aneddoto si verificò al primo semaforo, dove Proietti si trovò a fronteggiare un camion carico di calce viva, guidato da un uomo con le braccia molto pelose e le sopracciglia talmente folte da sembrare una sola. Lo guardò e lo insultò, ma alla fine si limitò a fare lo sdegnato e se ne andò. Il camionista, interessato poco a stabilire se davanti avesse una 1500 o una 1600 S, trovò subito un argomento migliore: il suo abbigliamento da pilota.

La scelta di abbigliamento fu un’arma a doppio taglio. Proietti aveva pensato di apparire come un vero pilota, ma la sua immagine non fu sufficiente a salvare la situazione. L’equivoco tra le due versioni della spider fu risolto solo grazie alla testimonianza di chi l’aveva comprata e guidata, in assenza di targa e libretto. La sua spider, pur di quinta mano, aveva una sua storia e un suo carattere.

Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura. Nel film in onda venerdì sera, “Un’estate ai Caraibi”, Proietti interpreta il romano Alberto, un personaggio che emigra ad Antigua dopo aver accumulato debiti e sbarca il lunario a spese degli ignari turisti. Tuttavia, l’aneddoto di Ferragosto non riguarda lui, ma un altro personaggio. Proietti era abituato a prendersi l’ultima parola, ma stavolta preferì lasciarla all’altro. L’episodio, pur esilarante, ha reso evidente come anche i momenti apparentemente insignificanti possano diventare ricordi indelebili.