H.Essers, i Verdi chiedono di fermare l’ampliamento: 20 ettari di suolo agricolo a rischio

I Verdi chiedono di fermare l’ampliamento di H.Essers a Fidenza, che impiegherebbe 20 ettari di suolo agricolo per un deposito chimico.

Un gruppo di attivisti e rappresentanti dei Verdi a Fidenza protestano contro l’ampliamento di un deposito chimico che richiederebbe 20 ettari di suolo agricolo
Un gruppo di attivisti e rappresentanti dei Verdi a Fidenza protestano contro l’ampliamento di un deposito chimico che richiederebbe 20 ettari di suolo agricolo

Il progetto di ampliamento del polo logistico H.Essers a Fidenza ha suscitato preoccupazioni tra i rappresentanti dei Verdi, che hanno chiesto di fermare l’iter. Secondo i dati forniti, il progetto prevede la trasformazione di 199.930 metri quadrati di terreno agricolo in un deposito logistico per la chimica, con un mega fabbricato di oltre 82 mila metri quadrati, 80 baie di carico e nuove infrastrutture. La superficie interessata è equivalente a circa trenta campi da calcio, con conseguenze significative per l’ambiente e la comunità locale.

Un progetto di logistica chimica con rischi ambientali

Paolo Burani, consigliere regionale di AVS e presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità, ha sottolineato che si tratta di un progetto di logistica chimica, con sostanze pericolose e scenari di incidente rilevanti. I documenti depositati indicano la presenza di sostanze come acetone, toluene, metanolo e GPL, con classi di pericolo H3 e P5c. I rischi includono incendi, esplosioni e rilasci tossici, con aree di danno potenzialmente estese per centinaia di metri. “Chiamarla genericamente ‘logistica’ serve soltanto a rendere più rassicurante ciò che rassicurante non è”, ha affermato Enrico Ottolini, portavoce regionale dei Verdi. La questione è ulteriormente complessa dal fatto che il progetto è stato approvato senza una verifica formale di assoggettabilità a VIA, un requisito essenziale per la valutazione ambientale. La bonifica dell’area ex CIP e ex Carbochimica, ancora in corso, ha già costato decine di milioni di euro alla collettività.

Un consumo di suolo inaccettabile

Il consumo di suolo agricolo rappresenta un aspetto critico del progetto. La trasformazione di 20 ettari di terreno fertile e irriguo in un deposito chimico è vista come una scelta inaccettabile, soprattutto in un contesto in cui la città di Fidenza ha già pagato un prezzo elevato per l’eredità della chimica industriale. “Serve fermare il consumo di suolo, non possiamo continuare a trattare 200.000 mq di terreno fertile come uno spazio vuoto in attesa di essere cementificato”, ha sottolineato Burani.

Il progetto prevede una variante urbanistica in deroga, mentre il nuovo Piano urbanistico generale di Fidenza non è ancora stato approvato. Questo crea ulteriore incertezza sull’impatto sull’ambiente, sulla salute pubblica e sul traffico. I Verdi hanno chiesto a tutti gli enti preposti di verificare puntualmente la correttezza dell’iter e l’applicazione della disciplina VIA e Seveso. “Fino a quando non saranno chiariti tutti questi elementi, il procedimento deve essere sospeso”, hanno concluso Burani e Ottolini. La loro valutazione politica è netta: consumare venti ettari di pregiata campagna per realizzare un nuovo gigantesco polo della logistica chimica è una scelta sbagliata per Fidenza e per l’Emilia-Romagna.