Italia ultima in Europa per auto elettriche: l’allarme dell’UNRAE
L’Italia rimane ultima in Europa per diffusione delle auto elettriche, con BEV all’8% nei primi otto mesi del 2026. L’UNRAE chiede riforma fiscale per accelerare la transizione energetica.
L’Italia rimane ultima in Europa per la diffusione delle auto elettriche, con una quota di veicoli a zero emissioni (BEV) che si ferma all’8% nei primi otto mesi del 2026, a fronte del 25,3% della media europea calcolata senza il nostro Paese. L’allarme viene lanciato dall’UNRAE, l’associazione delle Case automobilistiche estere, che sottolinea il ritardo italiano nel confronto con i principali mercati europei. A agosto 2026, il mercato europeo delle autovetture ha registrato un aumento del 5,3%, con 832.637 immatricolazioni, ma l’Italia, pur essendo il terzo mercato per volumi, mostra un progresso limitato.
la fiscalità delle auto aziendali: la richiesta dell’UNRAE
L’UNRAE chiede al Governo di avviare una riforma triennale della fiscalità delle flotte aziendali, da inserire nella prossima Legge di Bilancio. L’associazione riferisce che la proposta congiunta del settore potrebbe permettere di immatricolare circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, con un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro. L’obiettivo è accelerare il rinnovo del parco veicolare e favorire la diffusione di veicoli sostenibili, in coerenza con gli obiettivi europei.
La riforma fiscale potrebbe mobilitare investimenti e accelerare il rinnovo del parco veicolare. Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, ha dichiarato: “Chiediamo al Governo di utilizzare i margini offerti dal quadro europeo per avviare una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, con un orizzonte iniziale triennale già nella prossima Legge di Bilancio. La proposta presentata può mobilitare gli investimenti delle imprese, accelerare il rinnovo del parco e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni, alimentando anche un mercato dell’usato recente, più sicuro ed efficiente, a beneficio dei consumatori.”
la crescita del mercato europeo e il ritardo italiano
Nel mese di agosto 2026, tutti e cinque i principali mercati europei hanno registrato un aumento, con il Regno Unito in testa (+13,7%) e l’Italia in quarta posizione con un incremento del 3,2%. Nei primi otto mesi del 2026, il mercato europeo ha visto un incremento del 5,8%, con un totale di 9.192.528 unità immatricolate. Tuttavia, l’Italia si conferma ultima per quota di auto elettriche, con BEV all’8% e PHEV al 9,4%, a fronte di dati molto più elevati in altri Paesi.
La quota delle ricaricabili (ECV) in Italia è al 17,4%, con BEV al 6,4% e PHEV al 12,0%. In contrasto, in Francia, Germania e Spagna le quote sono molto più alte, con la Germania che raggiunge il 37,4% di BEV e la Spagna il 22,7%. Al netto dell’Italia, la quota BEV europea sale al 31,3%, evidenziando un divario significativo tra il nostro Paese e i principali mercati. Il ritardo italiano è palese, nonostante il terzo mercato europeo per volumi. L’UNRAE sottolinea che pur essendo il terzo mercato europeo per volumi, l’Italia ha una quota di auto elettriche pari a meno di un terzo della media europea calcolata senza il nostro Paese. La situazione richiede una strategia strutturale per la transizione energetica e il rinnovo del parco circolante.
