L’UE valuta limiti alle auto ibride cinesi per contenere l’espansione
L’UE valuta limiti alle auto ibride cinesi per contenere l’espansione del mercato europeo.
L’Unione Europea sta valutando una proposta per limitare al 15% le auto ibride cinesi nel mercato europeo, un provvedimento che potrebbe segnare un cambio di rotta nella strategia di contenimento dell’espansione cinese nel settore automobilistico. La richiesta, al momento, non è stata confermata ufficialmente, ma arriva in un contesto di crescente preoccupazione per l’incremento delle esportazioni cinesi e la loro influenza sul mercato europeo. La Commissione Europea, attraverso la presidente Ursula von der Leyen, ha espresso preoccupazione per la deindustrializzazione dei centri produttivi europei e ha quantificato il deficit commerciale con la Cina a 360,6 miliardi di euro per il 2025, con un incremento di circa un miliardo di euro al giorno.
Un mercato in crescita e una strategia di contrasto
Le auto ibride cinesi stanno registrando un aumento esponenziale nel mercato europeo, con un incremento di circa tredici volte tra ottobre 2024 e luglio 2026. A luglio 2026, le importazioni di ibride cinesi nell’UE sono passate da circa 3.800 a 50.000 unità. Questo incremento è stato favorito, in parte, dalle politiche di dazio imposte dall’UE sulle auto elettriche cinesi, che hanno spinto i costruttori a cercare alternative come le ibride plug-in, non colpite da tali misure. La Commissione Europea ha espresso preoccupazione per la deindustrializzazione dei centri produttivi europei e ha quantificato il deficit commerciale con la Cina a 360,6 miliardi di euro per il 2025, con un incremento di circa un miliardo di euro al giorno.
La crescita delle esportazioni cinesi è in aumento, con numeri record. A luglio 2026, Chery ha esportato quasi 197.000 vetture, pari al 70% delle sue vendite totali, diventando il primo costruttore cinese a superare i sette milioni di esportazioni cumulate. BYD, invece, ha visto le sue vendite in Cina scendere del 33% nei primi otto mesi, mentre quelle estere sono salite dell’86% a 1.162.260 unità. Geely ha esportato 110.094 vetture ad agosto, con un aumento del 205% rispetto al mese precedente. Questi dati riflettono una strategia di espansione internazionale che ha portato i costruttori cinesi a stabilirsi in diversi Paesi europei, come Barcellona, Valencia, Ungheria e Turchia.
Un mercato in transizione e una strategia di risposta
La crescita del mercato cinese in Europa ha portato a una trasformazione del settore automobilistico europeo, con un aumento del 11% del mercato UE per i cinque maggiori gruppi cinesi (BYD, SAIC, Chery, Leapmotor, Geely). Questi costruttori hanno immatricolato quasi 792.000 veicoli in UE, EFTA e Regno Unito nel primo semestre 2026, con BYD che ha superato Tesla per la prima volta nel mercato europeo. La strategia di espansione cinese ha portato a una maggiore diversificazione del mercato, con un aumento del 9,8% del mercato UE per le plug-in hybrid, che rappresentano il 9,8% del mercato UE nel primo semestre 2026.
La Commissione Europea valuta l’estensione dei dazi alle ibride plug-in. I dazi variano tra il 7,8% per Tesla e il 35,3% per SAIC, portando il totale a un massimo del 45,3%. Questo ha spinto i costruttori cinesi a concentrarsi su modelli ibridi, che non sono soggetti a tali misure. La Commissione Europea, però, sta valutando l’ipotesi di estendere i dazi anche alle ibride plug-in, un provvedimento che potrebbe ridurre ulteriormente l’ingresso di modelli cinesi nel mercato europeo.
