Joie de vivre di Guadagnino: il documentario su Bertolucci di sette ore a Venezia
Luca Guadagnino presenta alla Mostra di Venezia Joie de vivre, documentario di oltre sette ore su Bernardo Bertolucci. Barbera assicura: “Si rimane inchiodati allo schermo”.

Un documentario di oltre sette ore dedicato a Bernardo Bertolucci sarà tra le proposte più insolite della prossima Mostra del Cinema di Venezia. Si tratta di “Joie de vivre”, realizzato da Luca Guadagnino, che porta sullo schermo un ritratto esteso e totalmente inedito del maestro del cinema italiano. L’opera, già annunciata nel programma della rassegna veneziana, rappresenta un’operazione cinematografica singolare, capace di spiazzare per la sua durata straordinaria e la scelta di affidare lo sguardo a uno dei più importanti autori contemporanei.
Un progetto ambizioso sulla figura di Bertolucci
Guadagnino, noto per i suoi film narrativi di respiro internazionale, si cimenta qui in un genere documentaristico affrontato con il medesimo rigore artistico che caratterizza i suoi lungometraggi di finzione. L’opera supera le sette ore di durata, trasformandosi in un’esperienza visiva e narrativa che esce dai canoni tradizionali del documentario contemporaneo. La scelta di questa estensione temporale non è casuale, bensì funzionale a un racconto che intende approfondire la complessità della figura di Bertolucci da molteplici angolature.
Il titolo stesso, “Joie de vivre”, rimanda a una concezione della vita e dell’arte carica di vitalità e intensità, elementi che hanno sempre caratterizzato l’opera del regista di “Ultimo tango a Parigi” e “Novecento”. Affidare il racconto della sua storia a Guadagnino significa conferire al progetto una lettura consapevolmente autoriale, dove il documentarista diventa intermediario tra il pubblico e la leggenda del cinema italiano.
La fiducia della direzione artistica veneziana
Il direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera ha già espresso una valutazione significativa sull’opera. Barbera assicura che “si rimane inchiodati allo schermo”, una dichiarazione che sottolinea come la durata eccezionale non rappresenti un ostacolo al coinvolgimento dello spettatore, bensì una qualità intrinseca della costruzione narrativa di Guadagnino.

Questa affermazione della direzione artistica rivela una fiducia profonda nella capacità del film di mantenere l’attenzione del pubblico lungo un arco temporale che, in condizioni normali, risulterebbe impegnativo. La scelta di includere il documentario nel programma della rassegna conferma come la Mostra di Venezia continui a proporsi come spazio per esperienze cinematografiche che sfidano le convenzioni del medium, privilegiando l’audacia creativa e la qualità del sguardo autoriale.
L’inserimento di un’opera di questa portata riflette anche l’orientamento curatoriale della Mostra verso progetti che meritano una platea consapevole e disposta a investire il proprio tempo in un’immersione profonda. Non si tratta di una provocazione fine a se stessa, ma di un’operazione culturale pensata per chi intende confrontarsi con il cinema nella sua forma più dilatata e riflessiva.
La presentazione a Venezia rappresenta dunque un momento significativo per il panorama del documentario contemporaneo italiano, dove la combinazione tra il tema storico e culturale di rilievo internazionale e la visione di un autore di primo piano crea le condizioni per un’esperienza unica. “Joie de vivre” si configura come uno degli appuntamenti imprescindibili della prossima rassegna, destinato a generare discussioni tanto sul modo di fare documentario quanto sulla figura stessa di Bertolucci nel contesto della storia del cinema.
