Venezia 2026, Moretti in concorso dopo 37 anni tra i cinque film italiani

L’83esima Mostra del cinema di Venezia presenta la selezione ufficiale. Nanni Moretti torna in concorso con “Succederà questa notte”. La kermesse si svolgerà dal 2 al 12 settembre.

Scena di presentazione della mostra con direttore artistico e presidente che annunciano la selezione dei film in concorso
Scena di presentazione della mostra con direttore artistico e presidente che annunciano la selezione dei film in concorso

La 83esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si prepara a inaugurare una stagione ricca di titoli e presenze internazionali. L’evento si terrà dal 2 al 12 settembre e vede il ritorno di Nanni Moretti in concorso dopo 37 anni con il film “Succederà questa notte”, come confermato dal direttore artistico Alberto Barbera nella presentazione ufficiale della manifestazione, svoltasi alla presenza del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.

Accanto al capolavoro di Moretti, il concorso accoglie altri quattro film italiani di rilievo. Come riferisce askanews, gli ultimi titoli della selezione ufficiale includono “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “The echo chamber” di Andrea Pallaoro e “L’estranea” di Paolo Strippoli. La presenza di questi cinque lungometraggi consolida la tradizione del cinema italiano come protagonista della kermesse veneziana, mantenendo una visibilità significativa nel panorama internazionale della settima arte.

Una rassegna tra grandi autori e star internazionali

L’edizione 2026 si caratterizza per l’eccezionale concentrazione di talenti che graviteranno attorno al Lido. Secondo adnkronos, il festival accoglierà una lista impressionante di interpreti e registi, tra cui Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon, Jasmine Trinca e Alba Rohrwacher. Le sorelle Rooney, Kate Mara e, in un evento che va oltre il cinema, il ritorno degli Oasis completano il quadro di presenze che promette di rendere questa edizione particolarmente vivace e mediatica.

L’aspetto più singolare della manifestazione risiede nel significato simbolico del ritorno di Moretti. Barbera ha affermato con tono programmatico: “Vogliamo farci perdonare l’errore compiuto 37 anni fa”, riferendosi alla mancata presenza in concorso del regista romano in quella precedente occasione. Un gesto di riconciliazione con uno dei maestri del cinema italiano contemporaneo, il cui peso culturale all’interno della cinematografia nazionale rimane incontrastato.

Scena di presentazione della mostra con direttore artistico e presidente che annunciano la selezione dei film in concorso, immagine di approfondimento
Scena di presentazione della mostra con direttore artistico e presidente che annunciano la selezione dei film in concorso, immagine di approfondimento

Il ruolo del cinema come strumento di conoscenza

Nel quadro della presentazione, il direttore artistico ha colto l’occasione per riaffermare la funzione della Mostra e, più in generale, della settima arte come medium culturale. La dichiarazione “Il cinema è uno straordinario strumento di conoscenza del reale” sintetizza la visione che anima la progettazione curatoriale dell’evento, posizionando la manifestazione non solo come vetrina commerciale e di intrattenimento, ma come luogo di approfondimento critico e di dialogo con la contemporaneità.

L’identità visiva dell’edizione 2026 sarà rappresentata dal manifesto realizzato da Manuele Fior, artista che con la sua sensibilità grafica contribuisce a definire l’atmosfera e il carattere estetico della kermesse. La scelta di un illustratore di tale calibro rimarca l’attenzione della Mostra verso la contaminazione tra discipline artistiche diverse, consolidando il ruolo di Venezia come epicentro di una riflessione allargata sulla cultura visiva contemporanea.

Le dinamiche competitive che emergeranno dalla visione dei cinque film italiani in gara, insieme alla presenza di autori e interpreti di risonanza mondiale, delineano i contorni di un evento che mira a riconciliare prestigio critico e attrattiva internazionale. L’appuntamento nel calendario culturale globale si configura dunque come un momento cruciale per valutare lo stato di salute della produzione cinematografica nazionale e per osservare le tendenze narrative che dominano il dibattito filmico a livello planetario.