L’Europa deve scegliere: superpotenza o continente vassallo

L’Europa si trova a un bivio tra diventare una superpotenza democratica o rimanere un continente vassallo. La sfida è cruciale per il futuro del continente.

L’Europa si trova a un bivio esistenziale: diventare una superpotenza democratica o rimanere un continente vassallo. Questa scelta, cruciale per il futuro del continente, è al centro di dibattiti e riflessioni in un contesto geopolitico in rapida evoluzione. La recente vittoria di Alternativa per la Germania (AfD) in Sassonia-Anhalt ha messo in luce le tensioni interne e le sfide che l’Unione europea deve affrontare per preservare la sua autonomia e sovranità.

Un’Europa più potente e sovrana

Guillaume Klossa, ex consigliere speciale per l’intelligenza artificiale del presidente della Commissione europea, è copresidente dell’Europa Power Initiative, un’iniziativa volta a dare coerenza agli sforzi dell’Europa per adattarsi alle sfide geopolitiche. L’obiettivo è trasformare l’Unione in una potenza democratica, potente, sovrana e non imperiale. Questo richiede un’azione congiunta, una strategia comune e una capacità di difesa e di decisioni che non dipendano esclusivamente dagli Stati Uniti.

La sfida fondamentale è evitare scelte impossibili, come spendere di più per la difesa a scapito della sanità, dell’istruzione, della ricerca, della protezione sociale, dell’azione per il clima o della cultura. L’Europa deve trovare un equilibrio tra investimenti strategici e la tutela dei diritti dei cittadini. La sovranità tecnologica non riguarda solo la limitazione dei rischi dell’intelligenza artificiale, ma anche l’uso di nuovi strumenti per migliorare l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la governance.

Le elezioni del 2027 e la sovranità collettiva

Le elezioni del 2027, che si terranno in nove paesi – Francia, Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Finlandia, Estonia, Slovacchia e Slovenia – saranno nazionali nella forma ma europee nelle conseguenze. Ogni decisione presa da uno Stato in materia di difesa, energia, immigrazione, industrializzazione, Ucraina o tecnologia ha ripercussioni sugli altri. Ogni europeo ha quindi un interesse in elezioni alle quali non voterà. La coerenza tra le scelte nazionali e quelle europee è cruciale. La messa in comune degli investimenti che richiedono una certa scala potrebbe superare il dilemma tra difesa e benessere sociale. La sovranità non deve essere vista come un’opposizione alla sovranità nazionale, ma come un potere condiviso che permette agli Stati di esercitare capacità che nessuno può esercitare da solo.

Costruire il potere necessario per esercitare la sovranità e preservare lo stile di vita degli europei significa ripristinare la libertà di agire insieme. Non c’è altro modo in cui i cittadini possano ottenere il controllo sul proprio futuro. L’Europa deve stare attenta a non sopravvalutare né sottovalutare i propri punti di forza. La sua impotenza in alcuni ambiti è reale, ma in altri è solo presunta. La sfida è trasformare un sistema politico sovranazionale in una potenza democratica, sostenibile e responsabile. Capace di difendere i propri interessi, preservare le libertà dei propri cittadini e offrire una visione fondata su regole condivise, cooperazione e multilateralismo. L’Europa Power Initiative, fondata a Strasburgo, mira a trasformare l’interdipendenza in dibattito democratico e proposte comuni, preparandosi alle sfide che il continente deve affrontare.