Gentile difende la gestione delle spese dell’ASPMI: “Nessuna irregolarità, ho le prove”
Gentile difende la gestione delle spese dell’ASPMI, smentisce accuse di appropriazione indebita e presenta documentazione.
Francesco Gentile, segretario generale dell’Associazione sindacale professionisti militari (ASPMI), si difende dalle accuse di irregolarità nella gestione delle spese, sostenendo che non ci sia stata appropriazione indebita e che ha a disposizione centinaia di giustificativi. La vicenda, che ha visto l’emergere di contestazioni da parte di cinque ex iscritti decaduti nel 2025, si svolge in un contesto di dibattito tra le due ricostruzioni: l’accusa sostiene che le somme contestate siano state utilizzate per finalità personali, mentre la difesa afferma che si tratti di spese giustificate e riconducibili all’interesse dell’associazione.
Le accuse e la difesa
Secondo quanto riportato da Repubblica, Gentile si sarebbe appropriato di oltre 37 mila euro provenienti dalle quote versate dagli iscritti. L’accusa sostiene che le somme siano state utilizzate per finalità personali, mentre la difesa sottolinea che si tratta di spese sostenute nell’interesse dell’ASPMI e di anticipazioni effettuate personalmente durante la fase di avvio dell’associazione. “Abbiamo depositato centinaia di giustificativi a corredo. Si vedrà che non c’è stata appropriazione indebita”, ha affermato l’avvocato Ervin Rupnik, che difende Gentile.
La querela e la documentazione
La querela è stata presentata da cinque ex appartenenti all’associazione, che hanno sollevato dubbi sulla gestione economica e sui bilanci dell’organizzazione. Secondo la difesa, le contestazioni sono smentite dalla documentazione prodotta, tra cui l’esempio di un paio di orecchini da 20 euro, che sarebbero stati acquistati da una dirigente con denaro proprio e non da Gentile. Inoltre, alcuni acquisti effettuati su Amazon sono stati pagati da Gentile di tasca propria e a rate, contestati proprio per la rateizzazione degli addebiti.
La difesa sottolinea inoltre che i bilanci dell’associazione sono stati approvati in due occasioni anche con il voto degli stessi ex iscritti che hanno presentato la querela, e che sono stati sottoposti al controllo del revisore. Gentile, inoltre, si sarebbe presentato spontaneamente agli inquirenti, consegnando la documentazione relativa alla gestione economica dell’associazione. La prossima udienza predibattimentale è fissata per il 14 gennaio davanti al giudice del Tribunale di Roma Paola Ginesi. In quella sede proseguirà l’esame della vicenda e si deciderà se si arriverà all’apertura del dibattimento oppure se il procedimento potrà chiudersi prima, come ritiene possibile la difesa. La difesa sostiene che le somme contestate siano riconducibili al rimborso delle spese anticipate da Gentile durante l’avvio dell’associazione.
La vicenda, che ha visto l’ASPMI riconosciuta come in regola dal ministero della Difesa, non è ancora arrivata alla fase dibattimentale. La difesa sostiene che il sindaco non abbia ancora recuperato integralmente quanto anticipato, rimanendo a credito per circa 4 mila euro. La stessa associazione risultava comunque tra quelle riconosciute come in regola dal ministero della Difesa, circostanza che consentiva ai suoi iscritti di usufruire di permessi orari e distacchi sindacali con oneri a carico del bilancio dello Stato.
