L’uso di bronzo, rame e alluminio nella gioielleria moderna
L’evoluzione dei materiali nella gioielleria contemporanea: da oro a bronzo, rame e alluminio.

La gioielleria contemporanea sta lentamente abbandonando l’oro per esplorare nuovi materiali, come il bronzo, il rame e l’alluminio, in risposta al costo crescente del metallo giallo. Questo cambiamento, che si osserva sia tra designer indipendenti che tra maison storiche, non si basa su una sostituzione, ma su una ricerca di nuove espressioni artistiche. Il fenomeno, in parte legato all’aumento del prezzo dell’oro, ha portato a una sperimentazione con materiali non preziosi, ma ricchi di storia e proprietà uniche.
Il bronzo come ponte tra tradizioni
Il bronzo, in particolare, sta emergendo come un materiale di grande interesse per molti artigiani. Per Joy Bonfield-Colombara, fondatrice di Joy BC, il bronzo rappresenta un ponte tra le tradizioni giapponesi e europee. La sua esperienza in Giappone, dove ha imparato tecniche di patinatura del metallo, ha influenzato il suo approccio alla lavorazione. “Il processo diventa parte del metallo stesso”, dice, spiegando come la chimica delle patine, ottenute con calore e ingredienti specifici, crea strati protettivi che aumentano la durata e l’aspetto dei pezzi.
La sperimentazione con tecnologie moderne
Al tempo stesso, designer come Inesa Kovalova stanno sperimentando con materiali non tradizionali, come il titanio, utilizzando tecnologie avanzate come la stampa 3D. Kovalova, membro del Strong & Precious Art Foundation, ha iniziato a lavorare con il titanio durante il suo master a Central Saint Martins, tra il 2017 e il 2019. “Il titanio e l’oro non hanno nulla in comune al banco”, afferma, sottolineando la necessità di strumenti e metodi diversi. I suoi pezzi, come gli Eclipse clips e i Memoir brooch, utilizzano il titanio nella sua versione naturale, con dettagli in diamanti bianchi, creando un contrasto visivo unico.
Questo interesse per materiali alternativi si estende anche a maison di alto livello, come Hemmerle di Monaco, che da decenni combina gemme con metalli non tradizionali. Oggi, la casa produce circa 200 pezzi all’anno, integrando rame, alluminio, legno e addirittura calcestruzzo. L’uso di questi materiali non è solo una scelta estetica, ma una risposta a una richiesta di diversità e originalità. “Tutti i materiali portano con sé una lingua e una storia”, osserva Bonfield-Colombara, sottolineando l’importanza dell’arte con cui vengono utilizzati.
Allo stesso tempo, il rame e l’alluminio stanno guadagnando spazio in collezioni di designer come Vhernier, che ha incluso l’alluminio nella sua collezione Ardis, presentata a Parigi. Il metallo, con la sua luce pearlescente, è stato abbinato al oro bianco e a diamanti pavé, creando un’opera che unisce tradizione e innovazione. Questi esempi mostrano come la gioielleria moderna stia riscrivendo le regole, non solo per motivi economici, ma anche per esplorare nuove possibilità creative.
Nonostante l’attenzione crescente per materiali non preziosi, alcuni esperti, come Kovalova, rimangono convinti che il rame e l’argento siano sottostimati. “L’argento è davvero undervalued”, dice, sottolineando come il suo colore e le sue proprietà possano offrire alternative interessanti al oro. In un settore in cui la tradizione e l’innovazione si incontrano, il passaggio da un materiale all’altro non è solo una scelta tecnica, ma un atto di riconoscimento della diversità e della ricchezza dei materiali disponibili. La transizione dall’oro a materiali alternativi non è solo una reazione al costo, ma un’evoluzione che riflette una maggiore consapevolezza del valore delle diverse proprietà dei metalli. Questo cambiamento, che si sta diffondendo in tutto il settore, rappresenta un’opportunità per rinnovare la gioielleria, facendola più accessibile, diversa e, soprattutto, più ricca di significati.
