Legge su dispositivi digitali e bambini, Ronzulli: “Uniti è più facile portarla a casa
Proposta di legge per proteggere i bambini dall’uso precoce dei device. Prevede linee guida nazionali, formazione per educatori e genitori, consulenze pediatriche. Ronzulli e Malpezzi: “Squadra unita accorcia i tempi”.

Una proposta di legge per proteggere i bambini dall’esposizione precoce ai dispositivi digitali avanza in Parlamento con il sostegno bipartisan di senatori e organizzazioni che operano nel settore dell’infanzia. La proposta, che raccoglie l’indicazione dei pediatri di non esporre i bambini sotto i 3 anni a dispositivi digitali, mira a costruire un sistema strutturato di tutela attraverso linee guida nazionali, formazione specifica e de-digitalizzazione dei servizi per l’infanzia. La senatrice Malpezzi è tra le prime firmatarie, mentre la collega Ronzulli di Forza Italia sottolinea l’importanza dell’unità politica nel portare avanti questa battaglia legislativa.
I pilastri della proposta di legge
L’iniziativa legislativa si articola attorno a quattro elementi fondamentali volti a contrastare i rischi legati all’uso anticipato della tecnologia. La proposta prevede l’adozione di linee guida nazionali specifiche per proteggere la salute digitale dei minori. Queste linee guida dovranno fornire indicazioni chiare alle famiglie e ai professionisti sulla corretta esposizione ai dispositivi in relazione all’età dei bambini.
Un secondo pilastro riguarda la responsabilità sanitaria: i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale dovranno integrare nei bilanci di salute routinari una consulenza specifica sull’uso dei dispositivi nella fascia d’età da zero a tre anni. Si tratta di un’occasione privilegiata per trasmettere ai genitori informazioni scientificamente validate sui potenziali danni di un’esposizione troppo precoce.
Il terzo elemento prevede una formazione specifica del personale educativo e sanitario sui rischi dell’esposizione digitale. Professionisti sanitari, educativi e sociali riceveranno preparazione su effetti e pericoli di un utilizzo precoce dei dispositivi. Questa formazione è considerata essenziale per creare una rete competente capace di guidare genitori e bambini verso scelte consapevoli.
La quarta componente riguarda la de-digitalizzazione dei servizi per l’infanzia: negli asili e negli spazi educativi, la proposta intende privilegiare attività basate su relazione umana diretta, gioco tradizionale e movimento fisico, limitando l’utilizzo di strumenti digitali. La ricerca continua rappresenta infine un elemento di monitoraggio: la legge prevede indagini sistematiche sugli effetti dell’esposizione digitale e relazioni annuali alle Camere per valutare l’impatto delle misure adottate.
La visione educativa e istituzionale
Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia Ets, sottolinea come genitori e educatori spesso agiscono senza piena consapevolezza dei danni derivanti dall’esposizione precoce ai device. L’organizzazione umanitaria riconosce che la mancanza di conoscenza scientifica porta molte famiglie a ricorrere ai dispositivi digitali per necessità, senza comprendere pienamente le conseguenze sulla salute dei bambini.

La senatrice Malpezzi, prima firmataria della proposta, rimarca come il disegno di legge metta al centro la tutela dei più piccoli attraverso un potenziamento dell’informazione e della formazione, soprattutto rivolta ai genitori. L’obiettivo non è vietare ma informare, creando consapevolezza tra gli adulti responsabili dell’educazione infantile.
Ronzulli aggiunge una prospettiva strategica sulla necessità dell’unità politica: “Quando la squadra è unita si accorciano i tempi ed è più facile portare a casa questa proposta di legge.” Il richiamo all’unità indica come l’intento sia costruire un consenso trasversale, superando le divisioni partitiche su una questione ritenuta di interesse nazionale.
Un aspetto rilevante della proposta è l’istituzione di una struttura di governance dinamica e flessibile, capace di evolvere con il progresso tecnologico e le evidenze scientifiche. Si tratta di un approccio che consente di adattare la legge alle nuove sfide poste dall’evoluzione digitale, mantenendo al contempo rigore e attenzione ai dati scientifici.
Lo slogan della battaglia legislativa, “Dobbiamo proteggere i nostri bambini perché siano più liberi domani”, racchiude la filosofia sottostante: non si tratta di privare i minori della tecnologia, bensì di rimandare consapevolmente l’esposizione ai dispositivi fino a quando gli strumenti neurobiologici del bambino siano sufficientemente sviluppati per gestire tale complessità. La proposta rappresenta un tentativo di coniugare il riconoscimento delle sfide contemporanee con la volontà di preservare gli spazi dell’infanzia come tempo di relazione, movimento e sviluppo organico.
