La lettera d’addio e il segno di strangolamento: misteri non risolti nel caso di Maria Daniela Hernandez Ramirez
Mysteri non risolti nel caso di Maria Daniela Hernandez Ramirez: lettera d’addio, corda e versione del compagno.

Maria Daniela Hernandez Ramirez, 31 anni, è morta il 5 luglio a Carpineti, in provincia di Reggio Emilia, in una casa vacanze affittata con il fidanzato Niccolò Pampaloni. L’ipotesi del suicidio, inizialmente avanzata, sta suscitando dubbi. La lettera d’addio, scritta in parte in inglese e in parte in spagnolo, e la corda trovata attorno al collo della donna non sembrano conciliarsi con una fine autoindotta. Il compagno, che ha chiamato i soccorsi, ha raccontato di aver trovato Maria in quello stato dopo un litigio. Tuttavia, dettagli come il segno di strangolamento non compatibile con un laccio di quelle dimensioni e la finestra temporale tra l’ora presunta della morte e la chiamata dei soccorsi, più lunga del tempo necessario per un tentativo di rianimazione, alimentano le perplessità.
La lettera d’addio e il segno di strangolamento
La lettera d’addio, scritta in parte in inglese e in parte in spagnolo, contiene frasi di circostanza e parole d’oro per il fidanzato e la loro storia d’amore. Il motivo di una scrittura in lingue straniere, durante un momento di disperazione, non è chiaro. Inoltre, il segno di strangolamento sotto al mento della donna non sembra compatibile con un laccio di quelle dimensioni, nemmeno a occhio nudo. I militari hanno sequestrato un ferro da stiro, sospetto per la sua capacità di causare una lesione simile a quella osservata. La pm Maria Rita Pantani, esperta in casi di femminicidi, ha disposto un’indagine completa, tra cui un’analisi calligrafica della lettera, un’autopsia e una perizia sui dispositivi elettronici.
Il litigio e la versione del compagno
Niccolò Pampaloni ha raccontato che la mattina del decesso c’era stato un litigio. I vicini della frazione di La Svolta, comune di Carpineti, hanno sentito la discussione, ma non hanno visto alcun trambusto successivo. Il fidanzato ha detto di essersi ritirato in garage a suonare dopo il diverbio, e di aver trovato Maria in quello stato una volta risalito ai piani superiori. Tuttavia, la versione del compagno non convince tutti. I residenti, che hanno visto la scena, si chiedono: «Chi si uccide mentre è in vacanza, dopo un normale litigio?». Alcuni temono che possa esserci qualcosa di più grave di un atto autolesionistico.
Fonti della Procura reggiana hanno spiegato che l’ipotesi di reato può cambiare in qualsiasi momento, non appena emergessero elementi che lo giustificassero. L’indagine, aperta a garanzia dell’indagato, potrebbe evolvere in un caso di omicidio volontario, se le analisi confermeranno un coinvolgimento del compagno. I genitori della donna, attraverso l’avvocato Tatiana Montella, hanno espresso incredulità: «Non poter credere che nostra figlia si sia tolta la vita». Il funerale si terrà in patria, in Colombia. Mentre l’inchiesta procede, i dettagli restano oscuri, e le domande non trovano risposte.
La situazione rimane in sospeso, con le prove scritte e le analisi che potrebbero chiarire il quadro. La lettera d’addio, la corda e la versione del compagno restano elementi chiave, ma non sufficienti a risolvere il mistero. La comunità locale, i familiari e i legali attendono i risultati delle indagini, che potrebbero rivelare una verità diversa da quella inizialmente ipotizzata.
La versione del compagno non convince tutti, e i residenti di La Svolta si chiedono se possa esserci qualcosa di più grave di un atto autolesionistico. L’ipotesi di reato potrebbe cambiare in base ai risultati delle analisi. La lettera d’addio e il segno di strangolamento restano misteri non risolti, mentre l’indagine procede con l’obiettivo di chiarire il quadro.
