Mercati serali a Bari: una scelta che divide gli operatori
Bari introduce mercati serali, ma operatori si dividono tra opportunità e sfide.

Un’esperienza in più per alcuni, un sacrificio per altri
Da oggi a Bari si riparte con i mercati serali, un’esperienza che ha suscitato reazioni contrastanti tra gli operatori. L’apertura serale, che va dalle 16 alle 21, è stata introdotta come alternativa alle aperture mattutine, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico diverso. Per alcuni, come Paolo Gonnella del Cisl, è un’occasione per aumentare i ricavi e adattarsi a nuove esigenze. Per altri, invece, rappresenta un ulteriore impegno, soprattutto per chi già frequenta mercati in altre zone della città.
La fatica dei mercatali è evidente: molti operatori devono spostarsi da un mercato all’altro, a volte a distanza, e finiscono la giornata tardi, con la conseguenza di dover ripartire presto la mattina dopo. «Fanno tardi e la mattina dopo molto presto devono rimettersi in viaggio», spiega Andrea Nazzarini, presidente della Fiva Puglia.
Un’alternativa ma non una soluzione
L’alternanza settimanale tra aperture mattutine e serali è stata già sperimentata in luglio, con un certo successo. Tuttavia, i mercatali segnalano una serie di problemi. «C’è un problema di orari», dice Nazzarini, «molta gente la mattina dei giorni classici previsti per lo svolgimento del mercato si reca sul posto convinta di trovare le bancarelle, e invece non è così». La confusione, causata da un calendario variabile, ha portato a un’informazione insufficiente del pubblico.
La stagionalità e la concorrenza sono altri fattori che influenzano la frequenza dei mercati. «I mercati ormai stanno scomparendo e il vero motivo non è da imputare all’estate, alla gente che va al mare o alla concorrenza degli altri negozi», sottolinea Gonnella. L’alternanza di orari, però, non risolve tutti i problemi. «Due settimane non ti stravolgono la vita, anzi sono un motivo in più per incentivare il commercio», conclude Gonnella, che vede nell’esperienza baresana un modello da seguire per altre città.
Un cambio di mentalità necessario
Per Gonnella, l’orario serale rappresenta un’innovazione lodevole, che dimostra l’attenzione dell’amministrazione comunale. Tuttavia, per Nazzarini, l’alternanza non dovrebbe essere una pratica ordinaria, ma una soluzione straordinaria. «Le aperture serali dovrebbero essere solo straordinarie», dice, «una aggiunta rispetto a quelle ordinarie della mattina a cui solo gli operatori realmente interessati dovrebbero partecipare». La sfida del mercato moderno è chiara: adattarsi a nuove esigenze, come il caldo estivo e la preferenza per i centri commerciali. «La gente in questa stagione preferisce andare nei centri commerciali dove c’è l’aria condizionata e ci sono i bar», spiega Gonnella. Nonostante le critiche, il mercato serale rappresenta un tentativo di innovazione, ma il suo successo dipende da una gestione attenta e una comunicazione efficace.
Un modello per la città e la provincia
Bari, con la sua sperimentazione, ha messo in campo un modello che potrebbe essere replicabile in altre città della provincia. «Non possiamo criticare sempre tutto a prescindere e poi solo lamentarci», dice Gonnella. L’alternanza di orari, se ben gestita, potrebbe rappresentare un’opportunità per il commercio locale, ma richiede una collaborazione tra operatori, amministrazione e pubblico. Un’esperienza in corso che si svolge in un contesto complesso, con sfide logistiche e culturali. Il mercato serale a Bari non è solo una novità, ma un’esperienza che mette alla prova la capacità di adattamento di un settore tradizionale. Il futuro di questi mercati dipenderà da come saranno gestiti e da quanto riusciranno a soddisfare le esigenze dei cittadini.
