Meta obbligata a nominare esecutivi che approvarono il torrenting per l’addestramento AI

Meta obbligata a nominare esecutivi che approvarono il torrenting per l’addestramento AI

Meta è stata ordinata a nominare esecutivi che avrebbero approvato il torrenting per l’addestramento di modelli AI, in seguito a un ordine di scoperta emesso da un giudice. La decisione, presa da Magistrate Judge Thomas Hixon, riguarda una causa legale in cui autori e editori accusano la società di aver volontariamente indotto l’infringimento del copyright scaricando e distribuendo opere protette senza autorizzazione. La richiesta di Meta di evitare di identificare chi avrebbe preso decisioni formali o informali per l’acquisizione di dati da librerie ombra come Anna’s Archive e LibGen è stata respinta, con il giudice che ha insistito sulla necessità di chiarire chi ha autorizzato tali attività.

La pressione per chiarire la catena di comando

Meta aveva cercato di limitare l’ambito della richiesta, sostenendo che non esistevano decisioni formali per l’acquisizione di dati da librerie ombra. Tuttavia, il giudice Hixon ha ritenuto che i ricorrenti non si limitassero a richiedere decisioni formali, ma chiedessero informazioni su tutti i soggetti coinvolti. La società ha anche tentato di contestare la definizione di “identificare” e “decisione”, cercando di ridurre l’obbligo di fornire dettagli su chi avesse autorizzato attività di seeding. Nonostante le resistenze, il giudice ha insistito sulla necessità di chiarire la catena di comando, anche se Meta aveva sostenuto che non era comune che i dirigenti prendessero decisioni formali durante l’acquisizione iniziale di dati per l’addestramento di modelli come Llama 1 e 2.

Meta ha sostenuto che non esistevano decisioni formali per l’acquisizione di dati da librerie ombra. La società ha anche affermato che le comunicazioni che potrebbero identificare chi ha approvato determinati torrenting sono protette, ma alcuni messaggi non filtrati hanno mostrato che la decisione di scaricare da LibGen era avvenuta dopo un “precedente escalation a MZ” (Mark Zuckerberg). Questo ha portato i ricorrenti a sostenere che l’approvazione fosse necessaria, anche se Meta ha affermato che non è avvenuta.

Le prove potrebbero rivelare metodi di mitigazione

Il giudice ha anche ordinato a Meta di produrre i “file di storia dei comandi” per ogni server utilizzato per il torrenting, inclusi i sistemi virtuali e le istanze AWS. Questi log potrebbero fornire agli autori la prova necessaria per dimostrare che Meta ha effettivamente seedingato opere protette. Inoltre, potrebbero rivelare dettagli sui metodi di mitigazione che la società ha sostenuto di utilizzare per evitare il seeding. Secondo i ricorrenti, il fatto che Meta abbia cercato di evitare di nominare esecutivi suggerisce che potrebbe esserci una volontà di proteggere i dirigenti da accuse di responsabilità.

Meta ha cercato di evitare di nominare esecutivi, sostenendo che non era comune che i dirigenti prendessero decisioni formali. La società ha anche spiegato che l’approccio iniziale era informale, e solo in seguito si è passati a processi più strutturati. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che i ricorrenti non si limitassero a cercare un singolo decisore, ma chiedessero informazioni su tutti i soggetti coinvolti. La decisione potrebbe portare a una maggiore trasparenza su come Meta ha gestito l’acquisizione di dati per l’addestramento AI, e potrebbe influenzare le future azioni legali in materia di copyright.

La richiesta di Meta di limitare la scoperta a nomi solo, senza dettagli su ruoli o date, è stata respinta. Il giudice ha sottolineato che i ricorrenti non si limitavano a cercare un singolo decisore, ma chiedevano informazioni su tutti i soggetti coinvolti. La decisione potrebbe portare a una maggiore trasparenza su come Meta ha gestito l’acquisizione di dati per l’addestramento AI, e potrebbe influenzare le future azioni legali in materia di copyright. La società non ha ancora commentato la decisione, ma i ricorrenti sperano che i dati rivelino una maggiore responsabilità da parte di dirigenti e esecutivi.