Il modello FTE complesso rivoluziona la misurazione del personale nella PA
Un nuovo sistema per valutare il personale nella pubblica amministrazione, che considera non solo il numero ma anche la qualità e l’importanza del lavoro svolto.
Nella pubblica amministrazione, contare le persone non basta: il modello FTE complesso, sviluppato da Procedamus, introduce una nuova dimensione nella valutazione del personale. Questo sistema, che si basa su tre pilastri – la quantità, la qualità del personale e il peso istituzionale delle attività – permette di ottenere una misurazione più precisa e completa del fabbisogno di personale. Il FTE tradizionale, pur utile, non tiene conto della complessità del lavoro svolto e della sua importanza per l’organizzazione.
Un numero che racconta solo la quantità
Due uffici con lo stesso numero di dipendenti possono svolgere attività completamente diverse. Il primo gestisce pratiche di routine, il secondo segue procedimenti complessi con forte impatto giuridico e strategico. Il FTE semplice, che misura solo le ore di lavoro, non riesce a distinguere tra queste situazioni. Il modello FTE complesso, invece, introduce un coefficiente di qualità del personale e un punteggio per l’importanza delle attività, permettendo una valutazione più equilibrata. Un ufficio con cinque persone (un dirigente, un funzionario esperto, due istruttori e un collaboratore part-time) gestisce ogni anno procedure concorsuali, pratiche ordinarie, programmazione annuale e corrispondenza istituzionale. Il FTE complesso, che tiene conto non solo del numero di persone ma anche della qualità del lavoro svolto, offre una misurazione più precisa del fabbisogno di personale.
La qualità del personale e il peso dell’azione amministrativa
Il modello si basa su sette parametri per valutare la qualità del personale, tra cui l’esperienza, la formazione e l’affidabilità. Questi elementi, spesso trascurati, influenzano direttamente l’efficacia del lavoro svolto. Inoltre, il peso dell’azione amministrativa viene misurato attraverso un punteggio che va da 1 a 4, in base all’importanza dell’attività. Questo approccio permette di identificare le aree critiche e di distribuire le risorse in modo più efficiente. Un esempio concreto mostra come un ufficio con cinque dipendenti possa avere un fabbisogno calcolato di 3,5 FTE, mentre il personale disponibile, pesato per qualità, esprime 5,5 FTE. L’indice di adeguatezza, che indica l’equilibrio tra disponibilità e fabbisogno, risulta 1,57. Questo valore, pur apparentemente positivo, richiede una valutazione attenta, poiché potrebbe segnalare un sovraccarico o un’underestimazione delle attività non mappate.
Un’amministrazione che continua a ragionare solo per numero di persone rischia di distribuire le risorse umane in modo offuscato rispetto a ciò che davvero conta: la qualità di chi lavora e il peso reale di ciò che viene fatto. Il modello FTE complesso, se implementato, potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze tra uffici e a migliorare la qualità del servizio pubblico, garantendo una distribuzione più equa delle risorse umane.
Il modello FTE complesso non è una formula magica, ma un sistema aperto che si adatta alle esigenze specifiche di ogni ente. L’intelligenza artificiale, se utilizzata, entra nel calcolo come coefficiente aggiuntivo, ma non sostituisce la qualità del personale. L’approccio richiede un confronto tra chi dirige le funzioni, il vertice gestionale e i referenti istituzionali, poiché il punteggio attribuito a un’attività influisce direttamente su scelte concrete su personale e indennità.
