Mondiali, Infantino accusa i media: “Avete seminato odio e perso lo spettacolo

Infantino critica giornalisti e media per aver sottolineato polemiche sui Mondiali ignorando il valore dello spettacolo calcistico e della partecipazione globale ai tornei.

Gianni Infantino durante una conferenza stampa ai Mondiali, circondato da giornalisti intenti a prendere appunti
Gianni Infantino durante una conferenza stampa ai Mondiali, circondato da giornalisti intenti a prendere appunti

Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha lanciato un attacco diretto ai media internazionali, accusandoli di aver seminato odio durante i Mondiali e di essersi persi quello che lui definisce un bellissimo spettacolo calcistico. Secondo quanto riportato da agi.it, Infantino ha affermato che la Fifa ha trovato la sua strada e il calcio deve elevarsi sopra ogni forma di odio, dichiarandosi incredibilmente orgoglioso del proprio contributo all’evento.

Il presidente ha rivolto critiche specifiche a coloro che hanno scelto di focalizzarsi su aspetti controversi della manifestazione piuttosto che apprezzare il valore dello spettacolo sportivo. Infantino ha sottolineato come la stampa, secondo la sua visione, abbia preferito evidenziare rilievi e critiche anziché riconoscere il carattere globale e inclusivo della competizione.

Le polemiche sottaciute

Dietro le affermazioni di Infantino si celano però questioni rimaste in secondo piano nel dibattito pubblico promosso dal vertice della Fifa. I dirigenti federali iraniani sono rimasti esclusi dagli Stati Uniti per lunghi periodi, mentre i biglietti destinati ai tifosi di Teheran risultavano spariti dai sistemi di vendita secondo quanto denunciato dalla federazione calcistica iraniana. Prima che i calciatori della squadra potessero scendere in campo, sono servite settimane di trattative diplomatiche per ottenere i necessari consensi politici.

Agi.it evidenzia come la Fifa, nei mesi precedenti all’evento, aveva precisato di non poter “governare sopra i governi e le forze di polizia”, stabilendo così un limite alla propria responsabilità istituzionale rispetto alle vicende che circondavano il torneo. Questa posizione aveva sollevato interrogativi sulla capacità della federazione di affrontare questioni che andavano oltre il semplice ambito sportivo.

La difesa di Infantino e lo sguardo oltre il campo

Rispondendo ai critici, Infantino ha sostenuto che chi lo ha attaccato ha “menzionato le poche persone a cui sono stati negati i visti, trascurando i milioni che sono stati approvati, provenienti da tutte le parti del mondo”. Il presidente ha poi rafforzato la sua posizione affermando che mentre la stampa si nasconde, la Fifa esplora le strade dei paesi ospitanti e parla direttamente con i tifosi.

Gianni Infantino durante una conferenza stampa ai Mondiali, circondato da giornalisti intenti a prendere appunti, immagine di approfondimento
Gianni Infantino durante una conferenza stampa ai Mondiali, circondato da giornalisti intenti a prendere appunti, immagine di approfondimento

Secondo il resoconto di agi.it, Infantino ha insistito sul fatto che le sue squadre e i tifosi hanno riempito di speranza milioni di persone nelle loro case, collegandosi così al valore emozionale e sociale del torneo. Nel frattempo, la stampa internazionale provava a guardare anche fuori dal campo, cercando di contestualizzare gli eventi sportivi all’interno di un quadro più ampio di questioni geopolitiche e sociali.

Durante i Mondiali, quando la squadra iraniana ha iniziato a giocare, tutti i cori di protesta nei confronti della nazionale si sono trasformati in un’unica incitazione verso i giocatori. Questo momento è stato interpretato da Infantino come una manifestazione della capacità unificante dello sport, elemento che secondo lui i media avrebbero ignorato.

Le polemiche che hanno caratterizzato la manifestazione spaziano dai visti concessi o negati, per motivi sanitari, a decisioni disciplinari ritenute contestate che hanno gettato ombre sulla terzietà della Fifa, fino al conflitto ancora in corso tra Stati Uniti e Iran. L’attacco del presidente ai giornalisti rappresenta un tentativo di spostare il fuoco dell’attenzione dal dibattito su questi temi spinosi verso un’enfatizzazione degli aspetti positivi dell’evento calcistico globale.