Monopattini Lime, il Tar conferma il stop di 30 giorni al Comune di Roma
Il Tar del Lazio conferma la sospensione di 30 giorni per Lime, ma i mezzi restano in strada a Roma.

Il Tar del Lazio ha confermato la legittimità della sospensione di 30 giorni del servizio dei monopattini Lime a Roma, ma i mezzi restano in strada almeno per i prossimi 60 giorni. L’azienda, che gestisce uno dei principali servizi di micromobilità in città, ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato, con l’obiettivo di mantenere il servizio attivo fino alla conclusione del nuovo iter giudiziario. La decisione del tribunale ha respinto la richiesta cautelare di Lime, che aveva chiesto un blocco dell’applicazione della sanzione del Comune.
sanzioni e violazioni del bando
Le contestazioni riguardano soprattutto il mancato rispetto delle soglie di distribuzione dei mezzi sul territorio, che impongono una presenza anche nelle aree periferiche, e il posizionamento irregolare di bici e monopattini, con ricadute sul decoro urbano e sulla sicurezza. Le stesse violazioni erano già state accertate nel 2024, quando Lime, insieme agli altri operatori, era stata sanzionata. In quell’occasione la società aveva subito anche una sospensione di una settima del servizio.
La sospensione di 30 giorni è scattata a causa della reiterazione delle infrazioni.
Terminata la parentesi giubilare, Palazzo Senatorio ha deciso di applicare quanto previsto dal regolamento: per la reiterazione delle infrazioni è scattata una sospensione di 30 giorni del servizio, con il ritiro dei mezzi, a partire dal 12 febbraio. Dopo il diniego del tribunale, Lime aveva deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato, e per questo gli uffici capitolini avevano deciso di mettere tutto in stand by in attesa che il procedimento giudiziario terminasse.
procedimento giudiziario e futuro del servizio
Arrivati al 27 luglio 2026, il Tar del Lazio ha confermato la bontà dell’azione di Roma, confermando, quindi, lo stop di 30 giorni per i monopattini Lime. Un problema non da poco per l’azienda bianco verde. Secondo le linee guida del bando, infatti, dopo la seconda sospensione, in caso di nuove trasgressioni delle regole, potrebbe scattare la revoca definitiva della gestione del servizio.
Il servizio non si interromperà almeno nell’immediato.
Gli utenti, però, possono ancora stare tranquilli. Da quanto apprende RomaToday, infatti, il servizio non si interromperà almeno nell’immediato. Lime, infatti, si appellerà al Consiglio di Stato ed ha 60 giorni di tempo per presentare ricorso. Il comune di Roma, da parte sua, seguirà la linea già adottata in passato, ovvero non prendere provvedimenti definitivi finché l’iter giudiziario non sarà concluso. Insomma c’è la possibilità concreta che si arrivi all’aggiudicazione del nuovo bando per lo sharing, in scadenza a novembre 2026, senza che si sia concluso il procedimento sanzionatorio nei confronti di Lime, il player più importante della micromobilità di Roma.
