Moussa Sangare condannato all’ergastolo per l’omicidio di Sharon Verzeni

Moussa Sangare condannato all’ergastolo per l’omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a Terno d’Isola nel 2024. Il compagno della vittima: «Il pensiero di lei c’è sempre».

Moussa Sangare condannato all'ergastolo per l'omicidio di Sharon Verzeni
Moussa Sangare condannato all’ergastolo per l’omicidio di Sharon Verzeni

La Corte d’assise di Bergamo ha condannato all’ergastolo Moussa Sangare per l’omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo. L’assoluzione della difesa, che aveva chiesto l’assoluzione o una pena ridotta, non è stata accettata dai giudici, che hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa. La sentenza, resa in camera di consiglio, ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputato e la gravità del reato. Il compagno della vittima, Sergio Ruocco, ha espresso emozione e dolore, dicendo: «Il pensiero di lei c’è sempre».

Le prove del pm e la difesa

Il pm Emanuele Marchisio ha sottolineato che le prove raccolte durante l’indagine sono inconfutabili e corrispondono perfettamente alle dichiarazioni di Sangare. L’aggressione, secondo il pm, è stata «velocissima e rapidissima», con la prima coltellata inflitta mentre Sharon era ancora in bicicletta e le altre fendenti mentre fuggiva. Le telecamere, ha spiegato Marchisio, hanno registrato un unico individuo in bicicletta a 32-33 km/h, senza alcun altro soggetto presente. Il Dna di Sharon trovato sulla bicicletta di Sangare, ha sottolineato il pm, non mostra alcuna contaminazione e conferma la sua presenza al momento del delitto.

La difesa, rappresentata dall’avvocata Tiziana Bacicca, ha contestato la ricostruzione del delitto e ha sottolineato la confusione tra la confessione di Sangare e le prove materiali. L’avvocata ha ritenuto che la confessione fosse frutto di un disturbo e che non ci fossero prove certe a carico dell’imputato. Inoltre, ha sottolineato che non c’era traccia di sangue sul coltello e che la ferita mortale potrebbe essere avvenuta in due momenti diversi. Nonostante le contestazioni, i giudici hanno ritenuto che le prove fossero sufficienti a confermare la colpevolezza di Sangare.

La reazione della famiglia e del legale della parte civile

Il legale della famiglia di Sharon Verzeni, Lugi Scudieri, ha espresso soddisfazione per la sentenza, affermando che non rimane alcun dubbio sulla colpevolezza di Sangare. «Sangare ha scelto volontariamente di essere un assassino e un uomo pericoloso», ha detto Scudieri, sottolineando che l’omicidio non è stato commesso per motivi validi ma per istinti antisociali. La famiglia di Sharon, presente in aula, ha reagito con emozione, abbracciandosi tra le lacrime dopo la lettura della sentenza. Il papà di Sharon, Bruno Verzeni, e la madre, Maria Teresa Previtali, hanno espresso sollievo e dolore per la perdita della figlia.

La difesa di Sangare ha espresso la volontà di ricorrere in appello, ma il legale, Tiziana Bacicca, ha ritenuto che la sentenza fosse prevedibile e che l’imputato fosse tranquillo. «Aveva già sentito la richiesta all’esito della requisitoria del pm e anche io in carcere l’avevo preparato a questa evenienza», ha detto Bacicca. Nonostante la condanna, la difesa ha ritenuto che non ci fossero prove certe a carico di Sangare e che la confessione fosse frutto di un disturbo.

La sentenza ha chiuso un processo lungo e emozionante, che ha visto la difesa e il pm confrontarsi su prove e ricostruzioni del delitto.

La famiglia e il compagno della vittima hanno espresso sollievo e dolore, mentre la difesa ha espresso la volontà di ricorrere in appello, nonostante la sentenza sia stata considerata prevedibile.