Netflix e l’AI: un’arma per i creatori, non un sostituto per la narrativa umana

Netflix esplora l’AI come strumento per i creatori, ma non sostituisce la narrativa umana.

Ted Sarandos parla dell’uso dell’AI da Netflix, con focus su creatività e umanità nella narrativa
Ted Sarandos parla dell’uso dell’AI da Netflix, con focus su creatività e umanità nella narrativa

Netflix, attraverso il suo co-Ceo Ted Sarandos, sta esplorando l’AI come strumento di supporto per i creatori, ma non come sostituto della narrativa umana. L’azienda, che ha adottato l’AI in circa 300 produzioni recenti, la vede come un’opportunità per migliorare i contenuti, non come una soluzione per sostituire l’umanità nella creazione di storie. Durante un’intervista a New Delhi, Sarandos ha sottolineato come l’AI possa aiutare a risparmiare costi e tempo, ma non può replicare l’esperienza emotiva e la connessione che solo un’opera umana può offrire. L’audience, infatti, sembra rifiutare la mancanza di umanità in contenuti generati interamente da algoritmi.

AI come strumento, non sostituto

Secondo Sarandos, l’AI non è un sostituto per la narrativa umana, ma un’arma per i creatori. L’azienda ha già utilizzato strumenti basati su intelligenza artificiale in diverse fasi della produzione, come pre-visualizzazione e accelerazione dei processi post-produzione. Tuttavia, il co-Ceo ha chiarito che l’obiettivo non è il risparmio economico, ma la capacità di raccontare storie migliori. Se non migliora il prodotto, non importa quanto si risparmi. L’AI, quindi, deve servire a creare contenuti di qualità, non a tagliare costi a scapito della narrativa.

Un caso di fallimento: il 70% di calo dell’engagement

Un esempio concreto di come l’AI possa fallire nel campo della narrativa è stato fornito da Sarandos. Ha citato un’azienda cinese che ha deciso di produrre interamente contenuti generati da algoritmi, ma ha visto un calo del 70% nell’engagement degli spettatori. Gli spettatori cercano di fuggire o di connettersi con le storie, e c’è qualcosa di mancante nell’umanità di quelle che vengono create da algoritmi. Sarandos ha sottolineato che, per ora, la narrativa umana rimane irreplaceabile, anche se l’AI potrebbe evolversi nel tempo.

Il co-Ceo ha anche criticato l’approccio di aziende come Meta, che hanno incentivato i dipendenti a “bruciare token” per seguire la tendenza all’AI. “Non dovete adottare l’AI solo perché è di moda”, ha ammonito. Sarandos ha sottolineato l’importanza di un piano chiaro per l’uso dell’AI, che possa migliorare l’azienda e non essere adottato solo per seguire la tendenza. L’obiettivo, per Netflix, è di integrare l’AI in modo che possa supportare i creatori, non sostituirli.

Nonostante l’adozione dell’AI in diversi ambiti, Netflix non ha ancora abbandonato il ruolo umano nella creazione di contenuti. L’azienda continua a investire in strumenti che permettano di risparmiare tempo e costi, ma senza compromettere la qualità e l’umanità delle storie. Sarandos ha quindi concluso che l’AI è un’opportunità, ma non una soluzione definitiva per la narrativa. L’umanità, per ora, resta al centro del processo creativo. Netflix sta sperimentando l’AI in diverse fasi della produzione, come pre-visualizzazione e post-produzione, ma non ha ancora adottato una strategia completa per l’uso di contenuti generati interamente da algoritmi. Sarandos ha anche sottolineato che l’AI potrebbe aiutare a risparmiare milioni di dollari sui set, evitando reshoots costosi e ritardi. Tuttavia, l’azienda non intende sostituire la narrativa umana con contenuti puramente generati da algoritmi. La narrativa umana, per ora, rimane irreplaceabile.

Il co-Ceo ha inoltre espresso preoccupazione per l’adozione rapida dell’AI da parte di aziende come Meta, che hanno incentivato i dipendenti a “bruciare token” per seguire la tendenza. Sarandos ha sottolineato che l’AI deve essere utilizzata con un piano chiaro, che possa migliorare l’azienda e non essere adottata solo per seguire la moda. L’obiettivo di Netflix è di integrare l’AI in modo che possa supportare i creatori, non sostituirli. L’AI è un’arma, ma non un sostituto per la narrativa umana. Con l’AI sempre più presente nel settore del cinema e del streaming, Netflix si posiziona come un’azienda che esplora l’innovazione ma non abbandona i valori della narrativa umana. Sarandos ha chiarito che l’AI deve servire a migliorare i contenuti, non a sostituirli. L’azienda continuerà a investire in strumenti che possano aiutare i creatori, ma senza compromettere l’umanità e la connessione emotiva delle storie.

Nonostante l’adozione dell’AI in diversi ambiti, Netflix non ha ancora abbandonato il ruolo umano nella creazione di contenuti. L’azienda continua a investire in strumenti che permettano di risparmiare tempo e costi, ma senza compromettere la qualità e l’umanità delle