Il boom dell’intelligenza artificiale arricchisce gli utenti, non gli investitori
Il boom dell’intelligenza artificiale arricchirà gli utenti, non gli investitori, a causa di costi elevati e rapidità di obsolescenza dei chip.

Un boom tecnologico a vantaggio degli utenti
Il boom dell’intelligenza artificiale arricchirà gli utenti più degli investitori, a causa di una combinazione di costi elevati e rapidità di obsolescenza dei chip. Secondo dati recenti, la spesa globale per l’intelligenza artificiale potrebbe raggiungere 7.600 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2031. Anche pochi mesi di utilizzo in meno possono bruciare decine di miliardi di dollari, a causa della rapida evoluzione della tecnologia. Gli utenti, in particolare, beneficiano di prodotti sempre più potenti e accessibili, mentre chi investe rischia di non recuperare il costo delle infrastrutture.
La concorrenza spinge i prezzi verso il basso, ma i costi restano elevati. Le aziende tecnologiche, come Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Oracle, potrebbero spendere più denaro di quanto ne resterà disponibile dopo le spese. Questo fenomeno è dovuto al fatto che i data center avranno bisogno di clienti per anni, mentre i chip sempre più potenti e economici riducono rapidamente il valore di quelli già installati.
Un rischio crescente per chi investe in infrastrutture
La Banca dei regolamenti internazionali stima che la pressione di investimento possa portare a spendere circa il 50 per cento più di quanto la domanda giustificherebbe. Questo fenomeno è dovuto al fatto che le aziende temono che un concorrente possa conquistare il mercato investendo prima. Per questo motivo, la corsa all’ora è intensa, con investimenti che superano i 1.100 miliardi di dollari nel 2027. I data center vengono costruiti da società create apposta e finanziate da grandi fondi, ma il rischio è alto se i clienti non trovano abbastanza utenti per coprire i costi.
La spesa per l’intelligenza artificiale potrebbe seguire un percorso simile a quello delle reti internet. Gli impianti continueranno a essere utili, ma una parte di chi li ha finanziati otterrà rendimenti modesti. Secondo una stima di UBS, la spesa delle grandi aziende tecnologiche aumenterà del 76 per cento nel 2026, ma la crescita dovrebbe scendere al 25 per cento nel 2027 e al 6 per cento nel 2028. Quando gli investimenti rallenteranno, diventerà più facile capire quali data center hanno abbastanza clienti per ripagare la costruzione e la sostituzione dei computer diventati vecchi.
La concorrenza e la rapidità di evoluzione della tecnologia rendono il mercato volubile. Anche se le aziende investono in nuove infrastrutture, il rischio di non recuperare il costo rimane elevato. La Banca dei regolamenti internazionali ha stimato che la spesa potrebbe superare il 50 per cento della domanda effettiva, rendendo il mercato sempre più instabile. Per gli azionisti, il prezzo pagato per entrare nel mercato è cruciale, e un’azienda destinata a crescere può rivelarsi un cattivo investimento se le sue azioni incorporano aspettative troppo alte.
