No al Ponte, il movimento Calabrese torna in piazza a Messina il 8 agosto
Il movimento No ponte Calabria organizza una manifestazione a Messina il 8 agosto per opporsi al progetto del Ponte e chiedere un futuro diverso per il territorio.

Il 8 agosto il movimento No ponte Calabria tornerà in piazza a Messina per dire ancora una volta No al Ponte e rivendicare un’idea diversa di futuro per lo Stretto e per i territori che lo circondano. L’appuntamento è fissato alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, da dove i partecipanti si imbarcheranno sulla nave veloce delle 17.00. L’evento, organizzato per sensibilizzare il pubblico e raccogliere supporto, arriva in una settimana significativa, mentre il Governo prova ad accelerare l’iter del Ponte contando anche sul fatto che il Paese sia in ferie.
Un progetto in discussione e un’opposizione radicata
Oggi il Governo si prepara a impegnare per il Ponte oltre 14 miliardi di euro di risorse pubbliche. Un importo che, per chi vive in Calabria, ha un significato molto concreto: sono le risorse che servirebbero per una sanità pubblica commissariata da quindici anni, per affrontare l’emergenza idrica e le reti colabrodo, per le case popolari, i trasporti, le ferrovie e la manutenzione del territorio. Questi fondi potrebbero contribuire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti nelle nostre campagne.
Un Consiglio in vista e un dibattito acceso
Salvini ha infatti rinnovato in anticipo il Consiglio superiore dei lavori pubblici, l’organo chiamato ad esprimersi sugli aspetti più delicati del progetto. Tra i nuovi componenti figurano il professor Mauro Dolce, già componente del comitato tecnico-scientifico della Stretto di Messina SpA, e il professore Giuseppe Roberto Tomasicchio, firmatario del comitato “Ponte Subito”. È legittimo interrogarsi sull’opportunità di affidare la valutazione di un’opera tanto controversa anche a persone che hanno già avuto un ruolo o assunto posizioni favorevoli alla sua realizzazione. Il 6 agosto l’assemblea plenaria del Consiglio superiore potrà esprimersi sul progetto, nonostante le numerose questioni tecniche e le prescrizioni che lo hanno accompagnato negli anni. Qualunque sarà l’esito, è prevedibile che il progetto debba essere ulteriormente modificato e integrato, continuando a produrre costi, consulenze e incarichi. Nel frattempo la Stretto di Messina SpA continua a essere alimentata con risorse pubbliche, compreso il compenso dell’amministratore delegato, pari a 240 mila euro l’anno.
Un meccanismo da interrompere
Dal 2016 la Corte dei conti ha più volte richiamato Governo e Parlamento sulla necessità di completare la liquidazione della società, deliberata nel 2013, proprio per evitare ulteriori sprechi. Nessun Governo lo ha fatto e nel 2023 Meloni e Salvini hanno riattivato la Stretto di Messina SpA, riportando al centro dell’agenda un progetto che da oltre cinquant’anni viene annunciato come imminente. Per chi vive in Calabria quei miliardi hanno però un significato molto concreto: sono le risorse che servono per una sanità pubblica commissariata da quindici anni, per affrontare l’emergenza idrica e le reti colabrodo, per le case popolari, i trasporti, le ferrovie e la manutenzione del territorio.
Per questo chiediamo la chiusura della Stretto di Messina SpA, interrompendo un meccanismo che da decenni consente di spendere risorse pubbliche per mantenere in vita un’opera che non risponde alle priorità dei territori. L’8 agosto la marea di Messina sarà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina SpA. Dalla Calabria non manchiamo. Appuntamento alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni per imbarcarci insieme sulla nave veloce delle 17.00.
