No Tav spostano il campeggio a Venaus dopo divieti del prefetto

No Tav spostano il campeggio a Venaus dopo divieti del prefetto, tensione in Val di Susa

Attivisti No Tav spostano il campeggio a Venaus, divieti del prefetto in Val di Susa
Attivisti No Tav spostano il campeggio a Venaus, divieti del prefetto in Val di Susa

Il movimento No Tav ha spostato il campeggio previsto a Susa a Venaus, dopo che il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha emesso tre ordinanze che vietano l’attività di campeggio libero nell’intero territorio di Susa e Bussoleno. La decisione arriva in seguito alle devastazioni al cantiere Tav di San Didero e alla tensione crescente in Val di Susa. I No Tav, attraverso i social, hanno annunciato il trasferimento del presidio, che si svolgerà da oggi a domenica, in un’area dove non ci sono ancora presidi di polizia. La situazione al campeggio di Traduerivi, a Susa, è tranquilla, ma la zona è comunque presidiata dalle forze dell’ordine.

Divieti del prefetto: no al volto coperto e accesso ai cantieri

Le ordinanze del prefetto vietano non solo il campeggio, ma anche l’uso di oggetti che possono occultare il viso, come caschi, maschere antigas e passamontagna, nei comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero e Susa. Inoltre, è vietato l’accesso a piedi «in forma organizzata» a strade, parcheggi, aree campestri e sentieri vicini ai cantieri Tav nei comuni di Susa, Giaglione e Chiomonte. La decisione è stata presa per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo gli scontri che hanno danneggiato i mezzi e i cantieri.

Il campeggio spostato a Venaus: conferma del programma

I No Tav hanno confermato che il programma del presidio non è stato annullato, ma semplicemente spostato. «Anche se i giornali dicono il contrario, il campeggio non è affatto annullato. Ci stiamo spostando a Venaus dove montare tuttx insieme, raggiungeteci!», hanno scritto sui social. Il trasferimento arriva dopo che il prefetto ha firmato un’ordinanza che vieta il campeggio nei territori di Susa e Bussoleno, proprio nei giorni scelti per il presidio. Gli organizzatori assicurano che le iniziative dei prossimi giorni sono confermate, e nel pomeriggio è attesa una conferenza stampa del movimento, ormai in trasferimento verso Venaus.

Attivisti No Tav spostano il campeggio a Venaus, divieti del prefetto in Val di Susa, immagine di approfondimento

A Venaus, il montaggio delle tende è partito verso le 12.30, con alcune decine di giovani che hanno iniziato a piazzare strutture e amache. Secondo Ansa, non risultano presenti forze dell’ordine in divisa nella zona. A Susa, invece, le aree che avrebbero dovuto ospitare il campeggio sono presidiate dai reparti antisommossa di polizia, carabinieri e guardia di finanza. La situazione al momento è tranquilla, ma la tensione rimane alta. I reparti antisommossa hanno raggiunto il campeggio di Venaus, dove si è trasferito il presidio del movimento inizialmente previsto nella vicina Susa da oggi fino a sabato.

La situazione al campeggio di Venaus è tranquilla, ma alcune decine di giovani hanno bloccato la circolazione della provinciale 210 per pochi minuti, con agenti in abiti civili, per poi tornare al presidio. Al momento vicino al presidio vi sono sei camionette della polizia di Stato, una dei carabinieri, oltre ad alcuni fuoristrada. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito «inammissibile» quanto avvenuto sabato scorso in Val di Susa, parlando di una deriva «di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici». La violenza, ha detto, è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale.