Nuove regole europee per il diritto alla riparazione: da fine luglio in vigore
Nuove regole europee per il diritto alla riparazione entrano in vigore da fine luglio, con obblighi per produttori e maggiore trasparenza per consumatori.

Da fine luglio 2026 sono in vigore le nuove regole europee sul diritto alla riparazione, che obbligano i produttori a garantire riparazioni a condizioni eque e una maggiore disponibilità dei pezzi di ricambio. La direttiva (UE) 2024/1799, recepita da tutti gli Stati membri, mira a prolungare la vita dei prodotti, ridurre i rifiuti e promuovere l’economia circolare. I consumatori potranno richiedere riparazioni senza essere spinti a sostituire i beni, anche al di fuori del periodo di garanzia.
Obiettivo principale: ridurre lo smaltimento prematuro
La normativa si inserisce nel quadro delle strategie europee per la transizione ecologica e la sostenibilità. L’obiettivo principale è contrastare lo smaltimento prematuro di prodotti ancora funzionanti o riparabili, come elettrodomestici o telefoni cellulari. Secondo i dati dell’Unione europea, lo smaltimento prematuro dei beni riparabili genera ogni anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti e 30 milioni di tonnellate di risorse utilizzate. La direttiva mira a ridurre queste cifre, favorendo una maggiore durata dei beni di consumo e una cultura della riparazione.
Trasparenza e accesso ai ricambi
La direttiva richiede ai produttori di garantire la possibilità di riparare i dispositivi, anziché sostituirli, e di rendere disponibili i ricambi a condizioni eque. Inoltre, i consumatori dovranno poter accedere a informazioni chiare su come e dove effettuare le riparazioni. “Dovrà esserci una maggiore disponibilità di ricambi e di informazioni sulla riparazione, che oggi non è così semplice da ottenere”, spiega Massimo Treffiletti, responsabile assicurativo di Konsumer Italia. I produttori dovranno anche prevedere costi degli interventi in maniera trasparente, ma sarà sempre il consumatore a decidere se riparare o sostituire. Un aspetto chiave della normativa è la creazione di una piattaforma europea per la riparazione, accessibile via web, che permetterà ai consumatori di trovare, in base alla propria zona, chi effettua gli interventi. Questa piattaforma entrerà in funzione il 1° gennaio 2028. Tuttavia, non tutti gli elettrodomestici saranno interessati: la direttiva si applica a lavatrici, lavastoviglie, smartphone, tablet e aspirapolveri, mentre non rientrano i forni elettrici d’incasso, le asciugatrici, le macchine per il caffè e i ferri da stiro.
Monitoraggio e tutela dei consumatori
Per garantire l’applicazione efficace della normativa, l’associazione Konsumer, che si occupa della tutela dei consumatori, ha annunciato di monitorare l’effettiva applicazione delle nuove regole. “Andremo a monitorare quello che capita all’atto pratico”, ha spiegato Treffiletti. L’obiettivo è non solo garantire la conformità alla normativa, ma anche portare vantaggi concreti ai consumatori, come maggiore accesso a informazioni e a servizi di riparazione. La direttiva, inoltre, promuove una maggiore trasparenza, permettendo ai cittadini di prendere decisioni più consapevoli prima di buttare via un vecchio elettrodomestico.
