La pressione su Cannizzaro e la lunga ombra di Falcomatà

La nuova amministrazione di Reggio Calabria si trova al centro di critiche per la gestione dei rifiuti e la manutenzione delle strade, eredità di un governo durato dodici anni.

Una città in crisi con strade in disordine e rifiuti accumulati, mentre la nuova amministrazione affronta accuse di inadeguatezza
Una città in crisi con strade in disordine e rifiuti accumulati, mentre la nuova amministrazione affronta accuse di inadeguatezza

Reggio Calabria si trova al centro di un dibattito acceso, con la nuova amministrazione accusata di non aver risolto i problemi ereditati da un governo durato dodici anni. La pressione cresce su Francesco Cannizzaro, appena insediato sindaco, per la gestione dei rifiuti e la manutenzione delle strade, che rimangono invariati da mesi. Le critiche, però, non si limitano al presente: si scava nel passato, in un’eredità politica che ha lasciato la città in condizioni di degrado cronico.

La disastrosa eredità di un governo durato dodici anni

La città, che ha visto la sua amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà dal 2014 al 2026, si trova a fronteggiare un’eredità di disfunzioni strutturali. Le buche nelle strade, che distruggono le sospensioni delle auto, sono gli stessi crateri di due mesi fa, elevati a monumenti dell’incuria. La crisi idrica e l’accumulo di rifiuti, invece, non sono novità: sono una tradizione che si ripete ogni anno, con le stesse conseguenze. Queste non sono disfunzioni improvvise, ma la disastrosa eredità politica di un governo che ha fallito per un decennio.

Un’opposizione che ha dimenticato il tempo

La nuova amministrazione, insediata appena il 4 luglio, si trova a fronteggiare accuse che sembrano provenire da un’opposizione che ha improvvisamente scoperto il cronometro. Mentre la città ha vissuto per anni in condizioni di degrado, l’opposizione, in molti casi, ha scelto di perdonare sei anni di voragini, di immondizia e di sete, elargendo un mandato fiduciario in bianco. Oggi, però, si pretende che Cannizzaro risolva la paralisi decennale in tre settimane, dimenticando che i danni strutturali non si riparano con un tweet indignato.

La pressione si fa sempre più forte, con accuse che sembrano non considerare il contesto storico. A Cannizzaro, che ha incontrato per la prima volta i dirigenti della ditta dei rifiuti voluta e gestita da Falcomatà solo 48 ore fa, si chiede come possa risolvere un problema che è esistito per anni. La mancanza di tempo non è un problema di Cannizzaro, ma di una politica che ha dimenticato il tempo.

La programmazione turistica e il paradosso del “secondo tempo”

Le critiche non si limitano ai problemi quotidiani: si toccano anche le politiche di programmazione turistica, con accuse di non aver pianificato a dovere l’estate reggina. Mentre il sindaco ha nominato la sua Giunta comunale il 4 luglio, si pretende che abbia già estratto un cartellone estivo internazionale per il mese di agosto. La programmazione non si fa in un mese, ma con semestri di anticipo. La città, che ha visto il Partito Democratico condannarla al torpore per anni, ora si trova a fronteggiare un dibattito che sembra non considerare il contesto. La nuova amministrazione, però, non può fare a meno del passato. Dovrà ribaltare l’organizzazione, riscrivere le regole di un funzionamento amministrativo in coma profondo, e questo richiederà del tempo fisiologico. Non si può pretendere miracoli in tre settimane, ma si può chiedere onestà e responsabilità.