Riccardo Magi: governo non ha una linea, maschera divisioni su Safe
Magi critica governo per mancanza di unità su prestito Safe e difesa europea

Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha espresso preoccupazione per la mancanza di una linea chiara del governo italiano sul prestito Safe, definendolo «uno spettacolo indegno di un Paese fondatore dell’Unione europea». Il commento arriva in un contesto di tensione internazionale e di pressione da parte degli Stati Uniti per un aumento delle spese militari, mentre l’Italia si trova a dover decidere se aderire a un progetto di difesa comune. Magi ha sottolineato come il governo non abbia una posizione definita, con oscillazioni tra sì e no, e che questa incertezza venga utilizzata per mascherare le divisioni interne alla maggioranza. La scadenza per una decisione è imminente, entro la fine di luglio, e il Parlamento potrebbe essere chiamato a esprimersi, ma solo dopo che il governo avrà definito la sua posizione.
Safe come primo passo verso una difesa comune
Il prestito Safe, che permette di finanziare investimenti comuni e difesa europea, è visto da Magi come un «primo passo verso la difesa comune», con una valenza politica che va in quella direzione. Secondo il segretario di +Europa, il progetto consente di investire in difesa senza sottrarre risorse a altre spese, grazie a condizioni agevolate e a una scadenza lunga. Tuttavia, Magi ha criticato la mancanza di una strategia chiara da parte del governo, che non riesce a unire le forze progressiste per un progetto comune. «Serve pensare a una prospettiva futura che è quella della difesa europea», ha sottolineato, ritenendo che il tema debba connotare la coalizione delle forze progressiste.
Divisioni interne e mancanza di unità
Le posizioni all’interno del governo sono molto lontane, con il segretario di +Europa che ha definito la situazione «complessa» a causa delle divergenze tra chi ritiene la Russia una minaccia e chi non la vede in quel modo. Magi ha ritenuto che la Russia sia un pericolo concreto, citando le relazioni dei servizi italiani al Parlamento e le dichiarazioni del presidente della Repubblica Mattarella. Tuttavia, ha sottolineato che non si può continuare a «ricercare consenso» su temi come il riarmo, senza una strategia condivisa. Penso che sarebbe un problema serio, strategico, profondo, ha aggiunto, ritenendo che la mancanza di unità possa danneggiare la politica estera italiana.
Magi ha anche criticato la gestione delle spese pubbliche, sottolineando come i decreti per il caro-diesel siano «spiccioli» mentre i soldi per le armi si trovano sempre. Ha ritenuto che il governo non abbia una «cultura di governo» adeguata, e che il tema del disarmo debba essere riconsiderato in un contesto di maggiore integrazione europea. Questo può consentirci una razionalizzazione non solo negli acquisti ma anche nel funzionamento degli apparati di difesa, ha concluso, ritenendo che la difesa europea sia la strada giusta per un obiettivo di disarmo e di sicurezza. La sfida, però, resta quella di trovare un accordo tra le forze progressiste, che devono unire le loro posizioni per affrontare una situazione internazionale in cambiamento.
