Rinvio a giudizio dell’assessore Mazzoleni: opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore

Opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore di Torino dopo rinvio a giudizio dell’assessore Mazzoleni

Assessore all’urbanistica di Torino in giudizio, opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore
Assessore all’urbanistica di Torino in giudizio, opposizioni chiedono sospensione del piano regolatore

L’assessore all’urbanistica di Torino, Paolo Mazzoleni, è stato rinvio a giudizio per una serie di inchieste legate alla sua attività professionale in campo urbanistico. Le opposizioni, tra cui il Movimento 5 Stelle e L’altra Torino, hanno chiesto al sindaco Lo Russo di sospendere l’iter del nuovo piano regolatore, considerato un atto urbanistico di grande rilevanza per la città. Il progetto preliminare, presentato da Mazzoleni, ha suscitato 875 osservazioni, con molte critiche e richieste di modifica. La prima udienza del processo è fissata a Milano per il 25 novembre, poco prima della votazione in consiglio comunale della versione definitiva del piano.

Un progetto che semplifica le regole edilizie

Il piano regolatore, che dovrà orientare le trasformazioni di Torino per molti anni, è stato completato da Mazzoleni come progettista milanese. Il progetto prevede una semplificazione delle regole per le concessioni edilizie, affidando la gestione a trattative dirette tra privati e costruttori. Il Comune interviene solo per la contrattazione del ritorno economico, senza procedure pubbliche né programmazione delle conseguenze sulla città. Questo approccio, simile a quanto accade a Milano, ha suscitato preoccupazioni per la mancanza di trasparenza e di controllo democratico.

Le opposizioni chiedono chiarezza

Le opposizioni, tra cui il Movimento 5 Stelle e L’altra Torino, hanno espresso preoccupazioni per la coincidenza tra la materia del procedimento giudiziario e le deleghe esercitate dall’assessore. Mazzoleni è stato coinvolto in quattro inchieste, e la quarta ha visto la formalizzazione delle accuse. La presunzione di innocenza resta ferma, ma la situazione richiede una valutazione politica da parte del sindaco. L’opposizione ha manifestato perplessità sul ruolo di Mazzoleni come privato libero professionista, mentre la maggioranza comunale ha ignorato o difeso la sua posizione.

La sospensione dell’iter del piano regolatore è vista come una misura prudente per evitare che la fase giudiziaria si sovrapponga al processo di approvazione. Le osservazioni presentate sono state molte, con richieste di modifica e ricorsi al Tar. L’obiettivo è di chiarire le questioni aperte e di riprendere il percorso solo dopo che la posizione di Mazzoleni sarà definita. Il piano regolatore, se approvato, potrebbe diventare definitivo entro fine anno, in vista delle elezioni amministrative del 2027. La decisione del sindaco Lo Russo sarà fondamentale per rispondere alle richieste delle opposizioni. La situazione rappresenta un momento cruciale per la città, con implicazioni significative per l’urbanistica e la gestione delle aree edilizie. La sospensione dell’iter potrebbe influire sulle scadenze e sulle strategie politiche per le prossime elezioni.

  • 875 osservazioni presentate contro il progetto preliminare
  • Prima udienza del processo fissata al 25 novembre
  • Opposizioni chiedono sospensione dell’iter
  • Il piano regolatore potrebbe diventare definitivo entro fine anno

La sospensione dell’iter potrebbe rappresentare un passo importante per garantire una maggiore trasparenza. La situazione rimane in attesa di decisioni politiche e giudiziarie, con un impatto potenziale su tutta la gestione urbanistica di Torino.