Sanità Calabria, il commissariamento si conclude ma dubbi restano su validità degli atti

Il ministro Schillaci conferma la fine del commissariamento, ma Italia Viva segnala dubbi e ipotesi di patto politico.

Ministro della Salute Orazio Schillaci annuncia la fine del commissariamento della sanità calabrese, mentre Italia Viva segnala dubbi e ipotesi di patto politico
Ministro della Salute Orazio Schillaci annuncia la fine del commissariamento della sanità calabrese, mentre Italia Viva segnala dubbi e ipotesi di patto politico

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato che il commissariamento della sanità calabrese è cessato, ma la delibera del Consiglio dei ministri è ancora in attesa della registrazione da parte della Corte dei Conti. L’uscita dal commissariamento, deliberata il 22 aprile, è considerata un passo significativo, ma non definitivo, a causa delle incertezze che ancora circondano la validità degli atti. L’ipotesi di un patto politico tra il governo e la Regione Calabria, legato all’autonomia differenziata, è stata avanzata da Italia Viva, che ha espresso perplessità sulla piena efficacia della revoca.

La sanità calabrese in miglioramento, ma non ancora al livello richiesto

Secondo il ministro, nel 2024 il punteggio complessivo della Regione Calabria è salito a 189 punti, un incremento significativo rispetto ai livelli precedenti. L’area della prevenzione è tornata sopra la soglia prevista dagli indicatori nazionali, mentre l’assistenza distrettuale resta ancora sotto i livelli richiesti. «Questo recupero è stato fatto partendo da uno dei livelli più critici d’Italia ed è stato tra i più rapidi», ha osservato Schillaci. Tuttavia, la Regione dovrà ancora dimostrare un miglioramento sostanziale per garantire la piena efficacia della revoca del commissariamento.

Italia Viva: «Nebbia fitta e dubbi sulla validità degli atti»

Il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha espresso perplessità sulla validità degli atti firmati a ridosso della delibera di cessazione del commissariamento. «La nebbia rimane fitta», ha detto Faraone, sottolineando che non è chiaro con quale veste Roberto Occhiuto debba adottare gli atti relativi alla sanità – presidente della Regione, assessore o commissario – e richiamando i rilievi formulati dalla Corte dei Conti. L’esponente politico ha anche avanzato l’ipotesi che la decisione del Governo potrebbe non essere legata esclusivamente ai risultati raggiunti dalla sanità calabrese, ma a un patto politico scellerato.

Il piano di rientro 2026-2028 e il controllo della Corte dei Conti

La Giunta regionale ha approvato il 7 luglio il nuovo Piano di rientro del Servizio sanitario regionale 2026-2028, che dovrà ora essere esaminato dal Consiglio dei ministri dopo la verifica del rispetto delle prescrizioni richieste. Il ministro ha ricordato che prima della delibera del 22 aprile, il Consiglio dei ministri aveva disposto un approfondimento tecnico sulla situazione della sanità calabrese, da cui sono scaturite alcune prescrizioni formulate dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia, recepite dalla Regione. La Corte dei Conti dovrà ancora pronunciarsi sulla registrazione della delibera, con un’adunanza convocata per il 31 luglio. La Procura di Catanzaro ha comunicato che i documenti sono stati trasmessi a Vibo, mentre al Pugliese non sono state segnalate criticità. Tuttavia, l’incertezza rimane su come e quando il commissariamento possa essere definitivamente concluso, con un’attenzione particolare alle eventuali contestazioni future da parte di altri organi dello Stato.

  • Il commissariamento della sanità calabrese è cessato, ma la delibera è in attesa della registrazione della Corte dei Conti.
  • La sanità calabrese ha registrato miglioramenti, ma non ha raggiunto i livelli richiesti in alcune aree.
  • Italia Viva segnala dubbi e ipotesi di patto politico legato all’autonomia differenziata.