Salis condannata a risarcire due collaboratori licenziati senza giusta causa

Il Tribunale del Lavoro di Milano condanna Ilaria Salis al pagamento di 300.900 euro per il licenziamento senza preavviso di due collaboratori nel febbraio 2025.

L’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Salis è stata condannata dal Tribunale del Lavoro di Milano in primo grado per il licenziamento senza giusta causa di due suoi collaboratori. Il giudice Franco Caroleo ha disposto un risarcimento complessivo di 300.900 euro, da versare ai due dipendenti lasciati a casa nel febbraio 2025 senza preavviso. La sentenza è stata pronunciata in contumacia, pertanto l’europarlamentare non era presente al momento della decisione.

La vicenda trae origine da una controversia legata alla gestione del personale nell’ambito dell’attività politica della Salis. I due collaboratori, assunti per supportare l’europarlamentare, secondo quanto stabilito dal tribunale milanese hanno diritto al risarcimento poiché il loro licenziamento non sarebbe stato accompagnato dalle procedure corrette né da una giustificazione valida. L’assenza di una motivazione adeguata e il mancato rispetto del preavviso hanno costituito gli elementi fondamentali della condanna.

La decisione del Tribunale del Lavoro

Il Tribunale della sezione Lavoro di Milano, attraverso la sentenza del giudice Franco Caroleo, ha ritenuto che i due collaboratori avessero diritto a una tutela secondo le norme sulla protezione dei lavoratori. La condanna non riguarda semplicemente il pagamento delle spettanze dovute per il periodo di lavoro prestato, ma include anche il compenso per il licenziamento illegittimo. La somma di 300.900 euro rappresenta quindi un importo significativo che riflette la gravità della violazione procedurale e sostanziale ravvisata dal tribunale.

La decisione del giudice milanese si basa sulla normativa vigente in materia di diritti dei lavoratori, che prevede specifiche protezioni contro i licenziamenti arbitrari. Nel caso dei due collaboratori della Salis, il tribunale ha ritenuto che non fosse stata data alcuna giusta causa per procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro. Ciò significa che non sarebbero stati documentati motivi disciplinari, economici o organizzativi che giustificassero l’interruzione del rapporto.

Aula di tribunale con giudice alla scrivania, carte legali e simboli della giustizia

Contesto e implicazioni politiche

La condanna arriva in un momento in cui l’attenzione su Ilaria Salis e sulle sue vicende personali rimane alta nel dibattito pubblico. L’europarlamentare, nota per il suo impegno all’interno di Alleanza Verdi Sinistra, si era già trovata al centro di polemiche in passato, spesso legate a questioni di natura abitativa e residenziale. In questa occasione, il tribunale ha nuovamente sottolineato come la gestione delle questioni pratiche, comprese quelle relative al personale, abbia determinato conseguenze legali significative.

La decisione del tribunale milanese evidenzia come le norme sulla protezione dei lavoratori si applichino indistintamente a tutti, indipendentemente dalla posizione sociale o politica di chi le viola. Sebbene Salis ricopra una carica di rilievo nel Parlamento europeo, questo status non le ha garantito alcuna esenzione dalle responsabilità che derivano dalla gestione dei rapporti di lavoro secondo le regole previste dalla legislazione italiana. La sentenza rappresenta un’applicazione rigorosa della normativa labor, confermando che anche figure pubbliche di primo piano devono attenersi agli obblighi legali nei confronti dei dipendenti.

La condanna è stata pronunciata in primo grado, il che significa che Salis avrà l’opportunità di ricorrere in appello qualora lo desideri. Tuttavia, finché la sentenza rimane in vigore, l’europarlamentare è obbligata dal tribunale milanese a versare il risarcimento complessivo ai due collaboratori coinvolti.