La scuola deve educare alla pace, non al mito della guerra

Il Comitato ANPI di Pistoia esprime preoccupazione per la partecipazione delle scuole a una manifestazione militare che celebra la guerra fascista.

Il Comitato provinciale ANPI di Pistoia esprime sconcerto e preoccupazione per il coinvolgimento delle scuole locali nella Festa della Brigata paracadutisti Folgore, in programma il 23 ottobre allo stadio Melani. L’evento, organizzato dal 183° Reggimento paracadutisti «Nembo», ha già visto l’adesione di alcune scuole, che hanno disposto la partecipazione di classi accompagnate dagli insegnanti durante l’orario scolastico. La manifestazione prevede un’esibizione di aviolancio e l’esposizione di mezzi e materiali militari, un coinvolgimento diretto degli studenti che il Comitato ANPI ritiene in contrasto con i principi educativi della scuola pubblica.

La scuola deve insegnare la pace, non la guerra

La scuola pubblica ha il compito di sviluppare conoscenza storica, capacità critica e consapevolezza dei principi costituzionali. La Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, indica nell’articolo 11 una scelta fondamentale: il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La partecipazione degli studenti a celebrazioni che esaltano le tradizioni militari, tanto più quando richiamano vicende della guerra fascista, appare difficilmente conciliabile con queste finalità educative.

La scuola non deve celebrare la guerra, ma insegnare i valori della pace. La Festa della Folgore si svolge in occasione dell’84° anniversario della battaglia di El Alamein, iniziata il 23 ottobre 1942 e combattuta dalle truppe dell’Italia fascista a fianco della Germania nazista. Il rispetto dovuto ai caduti e il riconoscimento del coraggio individuale dei combattenti non possono far dimenticare che fu il regime fascista di Mussolini a trascinare l’Italia nella Seconda guerra mondiale e a mandare i soldati italiani a combattere in Africa settentrionale per perseguire obiettivi di conquista e di espansione coloniale.

Un mito che non dovrebbe essere celebrato

Colpiscono, a questo proposito, le espressioni utilizzate nella locandina della manifestazione, che parla di “custodi del mito” e afferma che “la storia continua”, suggerendo una continuità ideale tra i combattenti di El Alamein e i paracadutisti di oggi. Non intendiamo mettere in discussione il ruolo delle Forze armate della Repubblica, il cui ordinamento, secondo l’articolo 52 della Costituzione, deve informarsi allo spirito democratico. Proprio per questo riteniamo indispensabile distinguere i principi costituzionali ai quali esse oggi devono conformarsi dalle finalità politiche e militari perseguite dall’esercito dell’Italia fascista.

La scuola deve formare cittadini consapevoli, non semplici spettatori di celebrazioni militari. Una distinzione sostanziale, che chiama in causa il ruolo educativo della scuola pubblica. In una fase storica segnata dalla moltiplicazione dei conflitti, dalla corsa agli armamenti e dal crescente ricorso alla forza nelle relazioni internazionali, il coinvolgimento delle scolaresche in manifestazioni celebrative di carattere militare alimenta il timore di una progressiva penetrazione della cultura militarista e bellicista nella formazione delle giovani generazioni. Non è noto, al momento, se l’iniziativa abbia ricevuto l’avallo dell’Ufficio scolastico territoriale. La partecipazione degli studenti a celebrazioni che esaltano le tradizioni militari, tanto più quando richiamano vicende della guerra fascista, appare difficilmente conciliabile con queste finalità educative. Il Comitato ANPI chiede, quindi, di riflettere su come l’educazione alla pace, al pensiero critico e ai principi della Costituzione debba rimanere un riferimento fondamentale della scuola pubblica.

  • Il Comitato ANPI di Pistoia esprime preoccupazione per la partecipazione delle scuole a una manifestazione militare che celebra la guerra fascista.
  • La scuola pubblica ha il compito di sviluppare conoscenza storica, capacità critica e consapevolezza dei principi costituzionali.
  • La Costituzione repubblicana indica nell’articolo 11 il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.