Se domani non torno: il film su Giulia Cecchettin in sala il 5 novembre

Il film “Se domani non torno” racconta la storia di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, in sala il 5 novembre.

Se domani non torno: il film su Giulia Cecchettin in sala il 5 novembre
Se domani non torno: il film su Giulia Cecchettin in sala il 5 novembre

Il film “Se domani non torno”, basato sulla storia di Giulia Cecchettin, arriverà al cinema il 5 novembre. La première è avvenuta il 23 ottobre durante la Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con Alice nella città. Il film, prodotto da Notorious Pictures in partnership con Mediaset, Sky Cinema e Fondazione Giulia Cecchettin, racconta la vita e la tragica scomparsa della giovane studentessa, che ha scatenato un dibattito nazionale sulla violenza di genere.

Una storia di dolore e impegno

Il film si concentra sulla vita di Giulia Cecchettin, 22 anni, studentessa di ingegneria biomedica, e sulle conseguenze della sua scomparsa. Giulia è stata uccisa nel novembre 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta. La sua morte ha interrotto un futuro pieno di progetti e sogni, lasciando un vuoto profondo nella sua famiglia. Il film non si limita a ricostruire i fatti, ma si sofferma sulla dimensione personale di una famiglia travolta da una tragedia inaspettata.

Il dolore privato, con il passare del tempo, diventa anche una testimonianza pubblica, capace di richiamare l’attenzione sul rispetto nelle relazioni e sulla necessità di affrontare le radici culturali della violenza di genere. La sua scomparsa ha interrotto bruscamente quel futuro e ha cambiato per sempre la quotidianità dei suoi cari.

Il libro e l’adattamento cinematografico

Il punto di partenza del film è il libro “Cara Giulia”, scritto da Gino Cecchettin, padre di Giulia, insieme a Marco Franzoso. Il libro racconta il legame con la figlia e il cammino intrapreso dopo la sua morte, cercando di trasformare il lutto in un’occasione di confronto. L’adattamento cinematografico riprende questa testimonianza e la porta sullo schermo, dando forma alla storia di una famiglia che ha trovato nella sofferenza un modo per lottare contro la violenza di genere.

Il film, diretto da Paola Randi, è interpretato da Filippo Timi nei panni di Gino Cecchettin e da Sabrina Martina come Giulia. Il cast comprende anche Tecla Bossi, Tommaso Allione, Linda Caridi e Elisabetta De Palo. Il lavoro di Timi e Martina è stato fondamentale per trasmettere l’emozione e la complessità delle relazioni familiari in un momento di profonda sofferenza.

Il titolo del film richiama una frase diventata simbolo della lotta contro i femminicidi, legata alla poesia dell’attivista peruviana Cristina Torres Cáceres. Parole che, dopo la morte di Giulia, hanno trovato una nuova diffusione, diventando un appello a non considerare inevitabili altre storie simili.

Il film non si limita a raccontare una storia triste, ma si propone come un invito a riflettere su come costruire relazioni basate sul rispetto, sull’ascolto e sulla libertà dell’altra persona. La sua uscita al cinema rappresenta un momento importante per la società italiana, che continua a interrogarsi su come riconoscere e contrastare la violenza di genere.