Stati Uniti e Iran pronti a nuovi scontri: obiettivi energetici e allerta per ambasciate

Stati Uniti e Iran si preparano a nuovi scontri, obiettivi energetici e allerta per ambasciate

Stati Uniti e Iran pronti a nuovi scontri, obiettivi energetici e allerta per ambasciate
Stati Uniti e Iran pronti a nuovi scontri, obiettivi energetici e allerta per ambasciate

Washington e Teheran si preparano a nuovi scontri, con l’Iran che potrebbe prendere di mira infrastrutture energetiche statunitensi e israeliane. L’allerta è alta, con le ambasciate che invitano i cittadini a lasciare la regione. L’escalation sembra essere in atto, con Washington che ha avvertito di possibili attacchi contro interessi statunitensi in tutto il mondo, mentre l’Iran ha già messo in atto un piano di ritorsione.

Washington avverte di possibili attacchi contro interessi statunitensi

Il Dipartimento di Stato ha lanciato un avvertimento ai cittadini statunitensi presenti in Medio Oriente, invitandoli a prestare “particolare attenzione” e a considerare l’abbandono della regione. L’Iran e i gruppi che lo sostengono potrebbero prendere di mira non solo infrastrutture energetiche, ma anche imprese e istituzioni statunitensi in tutto il mondo. L’allerta è stata resa pubblica dopo che si sono diffuse voci su un piano di attacco da parte degli Stati Uniti, con l’obiettivo di costringere l’Iran a accettare le condizioni della Casa Bianca.

Teheran ha già preparato un piano di ritorsione

Non appena sono circolate le voci sul piano di Trump, i funzionari iraniani hanno avvertito che la ritorsione era già pronta. L’Iran potrebbe estendere il raggio d’azione dei suoi droni e missili fino allo Stato ebraico, colpendo non solo obiettivi statunitensi, ma anche quelli israeliani. Alcuni funzionari hanno chiarito che la vendetta potrebbe includere la chiusura di stretti marittimi, come il Golfo di Ormuz e il Canale di Bab el-Mandeb, con conseguenze globali sull’approvvigionamento energetico. La situazione si complica ulteriormente con l’allerta per Israele, poiché il generale Alexus Grynkewich, capo delle forze americane in Europa, ha riferito al Pentagono di non avere forze navali sufficienti per proteggere Israele dai missili balistici. Questo ha portato l’Idf a innalzare il livello di allerta, pur senza modificare le linee guida per la popolazione.

Secondo fonti del Wall Street Journal, l’attacco potrebbe durare “diversi giorni” e sarebbe stato ideato dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando centrale USA (Centcom). Il piano prevederebbe una campagna di circa due settimane per colpire obiettivi che finora erano stati esclusi dall’escalation. Tuttavia, non è chiaro se il piano preveda un coinvolgimento diretto di Israele. Le fonti parlano di un piano di attacco su larga scala, ma non è certo se Israele parteciperà attivamente. Alcune fonti, come la Cnn, hanno smentito la certezza di un coinvolgimento israeliano, mentre altre, come Channel 12, hanno riferito che l’Iran potrebbe comunque decidere di colpire Israele senza l’ausilio americano.

La situazione ha portato a una crescente preoccupazione tra gli alleati, con il New York Times che ha segnalato che alcuni di essi parlano di una sconfitta strategica all’orizzonte, che potrebbe rafforzare non solo l’Iran, ma anche la Cina e la Russia. Mentre Trump sembra aver ridotto le opzioni diplomatiche, la Casa Bianca sembra essere pronta a prendere una decisione drastica per far valere le sue posizioni. La tensione si fa sempre più alta, con l’FBI che ha già segnalato che gli hacker iraniani potrebbero prendere di mira infrastrutture critiche e i sistemi dell’acqua in varie zone degli Stati Uniti. L’escalation sembra essere in atto, con l’Iran che non si fa attendere e con Washington che non si sottrae alla sfida.