Strage del 2 agosto, ricordo e tensioni politiche. Meloni: fu terrorismo, Schlein: non riscrivano la sentenza
A quarantasei anni dalla strage di Bologna, polemiche tra Meloni e Schlein su matrice neofascista della strage.

Il 2 agosto 2026, quarantasei anni dopo la strage alla stazione di Bologna che causò 85 morti e 200 feriti, la città si è riunita per ricordare le vittime e asciugare le lacrime di una intera comunità. La commemorazione, tenutasi a Bologna, ha visto la partecipazione di politici, familiari delle vittime e cittadini, ma ha anche acceso tensioni tra le diverse anime del panorama politico italiano. La strage, riconosciuta come di matrice neofascista, continua a dividere il dibattito pubblico, con la premier Giorgia Meloni che ha definito l’attentato come un “attacco terrorista”, mentre la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso preoccupazione per una possibile riscrittura della storia.
La matrice neofascista, un tema centrale
La matrice neofascista della strage del 2 agosto 1980 è stata riconosciuta da diversi esponenti istituzionali e politici. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso un messaggio in cui ha sottolineato il “segno profondo nella storia della Repubblica” dell’evento. Anche il sindaco Matteo Lepore, presente al corteo, ha riconosciuto la natura neofascista dell’attentato, come hanno fatto il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni e i ministri Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, entrambi di Forza Italia. Tuttavia, la premier Meloni non ha menzionato esplicitamente la matrice neofascista nel suo discorso, scatenando reazioni da parte dei familiari delle vittime e del centrosinistra.
Le polemiche e le reazioni
La reazione più forte è arrivata da Paolo Lambertini, presidente dei familiari delle vittime, che ha definito il discorso di Meloni come un tentativo di “riscrivere la storia”. “Per la strage di Bologna c’è una luce straordinaria, data dalle sentenze dei processi, che è stata capace di illuminare la pagina buia a cui si riferisce la Presidente del Consiglio e mostrarne la matrice neofascista”, ha detto. Questo ha scatenato la reazione del centrosinistra, con Elly Schlein che ha dichiarato: “Non consentiremo che si provi a riscrivere la storia. È scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo”. Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha invitato Meloni a “non disconoscere le condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice neofascista”.
La polemica si è intensificata anche dopo il messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha ricordato in modo “doveroso” che “la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla ‘matrice fascista’ la responsabilità di questa orribile strage”. La frase è stata vista come un tentativo di sottolineare l’importanza delle sentenze passate, ma anche come un invito a proseguire nella ricerca della verità. La reazione di Meloni, che ha definito l’attentato come un “attacco terrorista”, ha suscitato dibattiti su come la politica gestisce il ricordo di eventi drammatici.
La commemorazione ha visto la partecipazione di diversi esponenti politici, tra cui la sindaca di Genova Silvia Salis, la prima cittadina a partecipare al corteo. Salis ha espresso il suo sostegno al sindaco Lepore e ha sottolineato l’importanza di essere presente in un giorno di ricordo. La sua partecipazione ha suscitato interesse, soprattutto per il suo legame con la città di Bologna. Inoltre, Schlein e Salis si sono incontrate sul palco della stazione, con un momento di stretta di mano e scambi di battute, segno di un’alleanza tra le forze politiche che cercano di trovare un equilibrio tra ricordo e presente.
La strage del 2 agosto rimane un evento drammatico che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana. La sua memoria, tuttavia, continua a essere un tema di dibattito, con le diverse posizioni politiche che cercano di interpretare il passato in modo diverso. La commemorazione del 2 agosto 2026 ha messo in luce le tensioni, ma anche la volontà di ricordare e preservare la verità. La strage, come ha detto Mattarella, è un “segno profondo nella storia della Repubblica”, e il suo ricordo rimane un punto di riferimento per chi cerca di comprendere il passato e il presente.
