“Ti pago 25mila euro per non prendere la patente”: un’iniziativa maltese in crescita ma con critiche
Malta offre 25mila euro per non prendere la patente, ma l’efficacia del piano è dibattuta.

Il governo di Malta ha lanciato un’iniziativa senza precedenti: offrire 25mila euro per non prendere la patente. L’obiettivo è ridurre il traffico e promuovere la mobilità sostenibile, ma il piano ha suscitato polemiche e dubbi sull’effettiva efficacia. Dopo otto settimane, cento domande sono state approvate e 2,5 milioni di euro sono già stati impegnati sui 5 milioni previsti per il primo anno. L’idea, gestita dall’agenzia statale Transport Malta, è rivolta ai giovani fino a 30 anni, residenti sull’isola da almeno sette anni e titolari di patente B da almeno 12 mesi.
Un incentivo per abbandonare l’auto
Chi aderisce all’iniziativa si impegna a sospendere e rinunciare alla propria patente per cinque anni, durante i quali il divieto di guida resta valido sia a Malta sia all’estero. Il contributo, erogato in cinque rate annuali da 5mila euro, è destinato a chi decide di non guidare più. L’obiettivo è decongestionare un territorio piccolo ma sovrappopolato: su una superficie di 317 chilometri quadrati, circolano oltre 457mila veicoli, con un ritmo di oltre 3.700 nuove immatricolazioni a trimestre. Il piano prevede un tetto massimo di mille patenti ritirate in cinque anni, con 200 richieste all’anno. Tuttavia, la statistica ufficiale registra l’immatricolazione di centinaia di nuovi veicoli ogni settimana, mettendo in dubbio l’effetto reale del provvedimento. Inoltre, chi lascia l’auto continua a muoversi gratis sui mezzi pubblici su gomma, un servizio già gratuito per i residenti.
La misura potrebbe non bastare a contenere la crescita del parco auto.
Le critiche: un palliativo costoso
Le critiche sono arrivate da diversi settori. Alcuni analisti definiscono la misura un “palliativo costoso”, sottolineando che togliere mille automobilisti nei prossimi anni potrebbe produrre un impatto marginale a fronte di una crescita demografica e di un parco auto in aumento. Inoltre, si teme che l’iniziativa possa finire per finanziare chi non aveva intenzione di acquistare un’auto o chi condivide un veicolo in famiglia, senza intaccare la reale quota di traffico pendolare. Il ministro maltese dei Trasporti, Chris Bonett, ha difeso l’iniziativa, ribadendo la linea dell’esecutivo: promuovere la mobilità sostenibile attraverso incentivi anziché introdurre tasse o disincentivi sull’uso dell’auto privata. Tuttavia, alcuni esperti sostengono che le risorse potrebbero essere impiegate in modo più efficace potenziando la rete dei bus, creando corsie preferenziali o realizzando un sistema di trasporto di massa.
Le risorse potrebbero essere utilizzate in modo più strategico per migliorare la mobilità.
Nonostante le polemiche, l’iniziativa ha registrato un’enorme risposta da parte dei giovani. Ma serve davvero? La risposta dipende da come si valuta l’effetto a lungo termine su un territorio in crescita e su un parco auto in espansione. Per ora, il piano rimane un esperimento in corso, con risultati che saranno valutati nel tempo.
