Pubblica amministrazione in crescita: concorsi più veloci e stipendi in aumento
La Pubblica Amministrazione torna a crescere dopo 18 anni grazie a concorsi più rapidi e stipendi più alti.

La Pubblica Amministrazione (Pa) ha registrato un primo aumento di personale dopo 18 anni, grazie a una serie di riforme che hanno accelerato i concorsi e migliorato i salari. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha sottolineato che la macchina dello Stato sta cambiando volto e si sta trasformando in una struttura più snella e efficiente. La riforma, che ha visto l’accelerazione dei processi di reclutamento e l’introduzione di nuove normative, ha portato risultati tangibili, come la riduzione dell’età media dei dipendenti e l’aumento dei salari.
Concorsi in 5 mesi e stipendi più alti
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il tempo necessario per completare un concorso pubblico. Se prima la media era di due anni e mezzo, oggi la procedura si conclude in appena cinque mesi. Questo ha permesso di ridurre l’età media dei dipendenti, che è scesa da 52 a 47 anni, introducendo una generazione più giovane e dinamica all’interno degli uffici pubblici. Inoltre, il governo ha messo in campo risorse per circa 30 miliardi di euro per incrementare i salari, con un aumento tra il 16% e il 20% tra il 2022 e il 2027.
La riforma ha permesso di recuperare il potere d’acquisto dei salari, con un incremento che è arrivato con un anno e mezzo di anticipo. Questo investimento serve a coprire i vuoti lasciati dal passato, dato che tra il 2010 e il 2018 i contratti erano rimasti completamente bloccati per milioni di dipendenti.
Rivoluzione del merito e nuove carriere
La valutazione dei dipendenti è stata un altro aspetto rivoluzionario. Fino a poco tempo fa, quasi tutti i lavoratori pubblici ricevevano il massimo dei voti, una situazione che la Corte dei Conti aveva definito curiosa. Una nuova legge ha stabilito che i giudizi di eccellenza non possono riguardare più del 30% del personale, premiando solo chi si impegna davvero. Zangrillo ha sottolineato che “occuparsi del merito vuol dire occuparsi delle persone, dei lavoratori”, enfatizzando l’importanza di un sistema che riconosca e valorizzi i talenti.
Un altro aspetto chiave della riforma è la possibilità per i dirigenti di proporre la crescita dei propri collaboratori attraverso percorsi trasparenti e imparziali, senza dover passare obbligatoriamente per un nuovo concorso. Questo ha reso più flessibile e dinamico il sistema di promozione all’interno della Pubblica Amministrazione. La semplificazione dei servizi ai cittadini è un altro pilastro della riforma, con 500 procedure approvate dalla Commissione Europea. Zangrillo ha spiegato che il governo ha girato l’Italia per ascoltare le richieste di cittadini e imprese, cercando soluzioni pratiche per i problemi più comuni. Un esempio concreto è la carta d’identità senza scadenza dedicata a chi ha più di 70 anni, emessa in quasi 39.000 copie finora, un segno che il dialogo con il territorio sta producendo risultati utili.
