Pmi romagnole in crescita: boom di assunzioni e sfida dell’innovazione
Pmi romagnole in crescita: boom di assunzioni e sfida dell’innovazione

Le piccole e medie imprese (Pmi) delle province di Forlì-Cesena e Rimini stanno registrando un incremento significativo di assunzioni, segno di una ripresa economica in atto. Il dato emerge da un’analisi condotta dal Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna (Disa), presentata nell’incontro “L’algoritmo della crescita”, promosso con la Camera di Commercio della Romagna. L’espansione del personale ha portato a un aumento del 17% dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024, con un ritmo medio annuo che si avvicina al 3%. La crescita si è concentrata soprattutto sulle medie imprese, che hanno visto un incremento del 23% del loro organico.
Un sistema di Pmi resiliente
La resilienza delle Pmi è emersa chiaramente dai dati, che mostrano un sistema in grado di sostenere l’occupazione anche in un contesto di crescita economica moderata. Le imprese romagnole hanno dimostrato di essere in grado di adattarsi alle sfide, mantenendo un livello di fatturato al di sopra del pre-pandemia, con un incremento reale del +2% nel triennio 2022-2024. Le Pmi rappresentano circa il 30% delle società esaminate, ma generano il 43% del fatturato aggregato complessivo e danno lavoro al 54% dei dipendenti totali del bacino romagnolo. Questi numeri sottolineano il ruolo centrale che le imprese locali giocano nel tessuto economico, creando lavoro e valore sul territorio.
Un aumento del personale, ma differenze di produttività
Se l’espansione del personale è stata significativa, emerge però un contrasto tra le medie imprese e le piccole. Il valore aggiunto reale per dipendente è infatti superiore nelle prime: 64.500 euro contro i 49.200 euro delle piccole. Questo indica che l’aumento del personale non è sempre stato accompagnato da un incremento proporzionale della produttività, un aspetto che richiede attenzione per il futuro.
La redditività delle aziende rimane positiva, con un Roe medio dell’11,7%, un Roi del 5,9% e un Ros del 4,4%. Tuttavia, il focus deve spostarsi verso l’innovazione per trasformare l’espansione degli organici in una crescita più intensa della produttività e del fatturato. Manifattura e commercio si confermano i pilastri principali del sistema economico romagnolo, generando quasi due terzi del fatturato totale. Durante il convegno, moderato dal segretario generale della Camera di Commercia Fabrizio Schiavoni, sono emersi spunti strategici grazie agli interventi di esperti come Marco Valli, capo economista Unicredit, e Paolo Cimatti, ceo di New Time spa.
A tracciare la rotta è stato Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercia della Romagna: “Nel nostro territorio oltre il 90% delle realtà è composto da micro e piccole imprese: un’imprenditorialità diffusa che crea ricchezza e valore sociale. Per rendere lo sviluppo solido dobbiamo mettere l’incremento della produttività al centro degli obiettivi.”
