In Cina i motori a gas diventano un “dipinto di marketing” per la tranquillità dei clienti

In Cina, i motori a gas negli EV diventano un elemento di tranquillità per i clienti.

Un'auto elettrica con motore a gas in mostra in un negozio in Cina, con un venditore che spiega le caratteristiche del veicolo
Un’auto elettrica con motore a gas in mostra in un negozio in Cina, con un venditore che spiega le caratteristiche del veicolo

Nel 2026, nei negozi di veicoli elettrici (NEV) in Cina si sente un nuovo slogan di vendita: “Questo veicolo ha un’autonomia elettrica superiore ai 400 km, ma non preoccuparti, ha anche un motore a gas”. Il venditore spiega che il motore non è connesso alle ruote, ma funge da generatore per la batteria. Questo approccio, che si sta diffondendo tra diversi produttori, ha trasformato il motore a gas in un elemento di tranquillità per i clienti, piuttosto che un’opzione di propulsione reale.

Un elemento di tranquillità psicologica

Il motore a gas, noto come range extender, è stato introdotto inizialmente da Li Auto negli anni 2020. Ora, produttori come BYD, Aito, Deepal e Xpeng hanno lanciato modelli con capacità di batteria superiore a 80 kWh, con autonomia elettrica fino a 500 km. Nonostante le batterie siano così grandi, gli analisti iniziano a mettere in dubbio la necessità di un motore a combustione interna (ICE). “Non hai davvero bisogno di un motore 1.5T con una batteria da 80 kWh?” chiedono alcuni esperti. Secondo un sondaggio citato da Donews, il 90% degli acquirenti di EREV (Extended-Range Electric Vehicles) li considera come veicoli elettrici puri, con il 70% che carica la batteria meno di una volta ogni sei mesi. Il motore a gas, in molti casi, rimane inutilizzato per mesi, funzionando come un “assicurazione psicologica” contro la paura di rimanere bloccati durante un viaggio lungo. Alcuni rapporti lo descrivono come un “comfort psicologico” costoso, portato in giro come un oggetto inutilizzato.

Il motore a gas non è più visto come una soluzione tecnica, ma come un elemento di comfort.

Un dirigente di Li Auto ha ammesso: “I clienti vogliono la tranquillità, anche se è irrazionale”. Il motore a gas non è più visto come una soluzione tecnica, ma come un elemento di comfort, un “guardiano silenzioso” che garantisce la sicurezza durante un viaggio estivo. Anche se i clienti sanno che non ne useranno mai la funzione, il semplice fatto di averlo a bordo li tranquillizza.

Un’alternativa in crescita, ma con limiti

Nonostante l’approccio sia diventato comune, non tutti sono d’accordo. Un alto dirigente di Volkswagen ha criticato i range extender, definendoli “ridondanti” e sostenendo che se un veicolo può viaggiare 400 km solo con elettricità, non c’è motivo di aggiungere un motore a combustione. Lo stesso concetto è stato espresso da Deng Chenghao, CEO di Deepal Auto, che ha affermato che un range extender con un’autonomia elettrica di 400-500 km è “inutile”. Tuttavia, il mercato non è pronto a abbandonare questa soluzione, soprattutto in aree dove la rete di ricarica non è ancora completa.

Nonostante le critiche, i produttori continuano a offrire EREV come una soluzione di transizione, un’alternativa tra i veicoli a combustione e i puri elettrici. In Cina, i range extender hanno svolto un ruolo importante nella transizione verso l’elettrico, ma il loro ruolo si ridurrà nel tempo, quando la rete di ricarica sarà sufficientemente sviluppata. Per ora, però, il motore a gas rimane un elemento di comfort, un “dipinto di marketing” che aiuta a chiudere la vendita, senza dover girare la chiave nella serratura.