Delta del Po in emergenza: Porto Tolle senza acqua per l’irrigazione, la siccità torna a minacciare i raccolti
Delta del Po in emergenza: Porto Tolle senza acqua per l’irrigazione, la siccità torna a minacciare i raccolti

Il Delta del Po vive un momento di grave tensione, con Porto Tolle che non ha più acqua dolce da distribuire ai campi a causa del cuneo salino. La situazione, che ricorda quella del 2022, ha portato a una chiusura totale delle derivazioni irrigue, mettendo in pericolo la produzione agricola. A Pontelagoscuro, la portata del Po è scesa a 206 metri cubi al secondo, il valore più basso dell’estate, con il cuneo salino che ha avanzato fino a 25 chilometri nell’entroterra. L’agricoltura è nuovamente in emergenza, mentre il territorio beneficia di una maggiore sicurezza idropotabile grazie a nuove infrastrutture realizzate dopo la crisi del 2022.
Un sistema idropotabile più sicuro, ma non sufficiente per l’irrigazione
Il collegamento con il Savec, lo Schema acquedottistico del Veneto Centrale, ha permesso di garantire l’approvvigionamento idropotabile attraverso la rete collegata alle falde del Medio Brenta. Il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, ha spiegato che, grazie a investimenti fatti dal 2023, l’acqua arriva in modo diverso rispetto al passato, evitando i disagi del 2022. Tuttavia, questa soluzione non è sufficiente per salvare i raccolti, che restano a rischio a causa della mancanza di acqua dolce per l’irrigazione. La situazione è grave e richiede interventi strutturali per garantire il futuro dell’agricoltura.
Costi in aumento e prezzi in calo per i produttori
Le aziende agricole stanno affrontando un aumento dei costi, con il gasolio che ha tornato a 1,44 euro al litro e le temperature che restano sopra i 30 gradi da oltre due settimane. Inoltre, i prezzi riconosciuti ai produttori sono in calo: le pere perdono il 17%, le pesche e le nettarine il 18%, le susine il 20% e le albicocche addirittura il 34%, nonostante i prezzi sugli scaffali continuino a salire. La crescita delle importazioni di frutta fresca, aumentate del 9% nei primi quattro mesi dell’anno, con un balzo del 44% dai Paesi africani, peggiora la situazione. La siccità e la mancanza di acqua continuano a mettere a rischio la produzione agricola.
Il Consorzio di bonifica Delta del Po ha potuto contenere i danni grazie a misure straordinarie come bypass, motopompe e turnazioni serrate dell’acqua, che hanno permesso di accompagnare le colture fino alla maturazione. La presidente del Consorzio, Virginia Taschini, ha sottolineato che solo adesso gli agricoltori potranno capire le rese reali, con un’attenzione particolare alle risaie, che hanno ancora bisogno di acqua per completare la maturazione. L’attenzione è rivolta al meteo, ma per ora le piogge non si vedono e, quando arrivano, spesso non riescono a ricaricare le riserve idriche del Delta. Il direttore del Consorzio, Rodolfo Laurenti, ha parlato apertamente di un territorio «di nuovo al collasso», con Porto Tolle e l’isola di Polesine Camerini circondate dall’acqua salata. L’organizzazione torna a chiedere un piano nazionale per nuovi invasi e infrastrutture irrigue, ritenute indispensabili per affrontare fenomeni destinati a diventare sempre più frequenti.
