L’allarme del ministro Lollobrigida: i pescatori in pericolo, la UE deve cambiare le regole

Il ministro italiano chiede riforme per salvaguardare la pesca europea, con dati preoccupanti sul calo delle giornate di pesca.

Ministro italiano in Irlanda lancia allarme su crisi pesca, dati di calo preoccupanti
Ministro italiano in Irlanda lancia allarme su crisi pesca, dati di calo preoccupanti

Il ministro italiano Francesco Lollobrigida, durante un incontro in Irlanda con i rappresentanti europei del settore pesca, ha lanciato un allarme su una specie in pericolo: i pescatori. L’Europa, a causa di regole severe e concorrenza esterna, ha visto un calo drastico delle giornate di pesca, con dati preoccupanti che mettono in discussione la sostenibilità del settore. Lollobrigida ha sottolineato l’urgenza di rivedere il piano comune della pesca, che secondo lui ha messo in crisi il settore in modo determinante.

Un calo del 61% delle giornate di pesca per il Nasello

Secondo i dati forniti dal ministro, le giornate di pesca nel Mediterraneo occidentale per il Nasello sono passate da 84.761 nel 2020 a 33.036 nel 2026, un calo del 61 per cento. Questo dato, insieme ad altri, ha reso evidente la situazione di crisi delle marinerie europee. Lollobrigida ha sottolineato che il calo è stato causato da una riduzione del prelievo, un atteggiamento europeo che ha portato a una diminuzione del 40 per cento delle giornate di pesca in Italia. Il ministro ha anche citato un calo del 28 per cento in 30 anni, con punte del 40 per cento in alcuni settori.

La concorrenza cinese e dei paesi terzi mette in difficoltà i pescatori europei. La Cina, ad esempio, ha visto crescere il numero delle imbarcazioni da poche centinaia a oltre 2500, con un incremento di 17 mila navi di supporto. Lollobrigida ha sottolineato che i pescatori europei, pur rispettando le regole, non riescono a competere con questi attori, che pescano in maniera non conforme e con costi di produzione inferiori. Il ministro ha anche ricordato l’aumento del carburante, che è quasi raddoppiato negli ultimi anni, e la dipendenza dall’estero, che in Italia tocca l’80 per cento.

Un appello per salvaguardare il futuro dei pescatori

Lollobrigida ha concluso dicendo che la scienza è un elemento fondamentale per trovare soluzioni immediate e non rinviabili. Il ministro ha sottolineato l’importanza di lavorare sulla valorizzazione del pescato europeo, che è totalmente dipendente dall’estero. L’obiettivo, secondo lui, è salvaguardare le future generazioni europee dall’impoverimento strutturale del sistema produttivo. L’appello del ministro è chiaro: la UE deve cambiare le regole per salvaguardare i pescatori e il settore pesca europeo.

Investimenti sul ricambio della flotta: perché farlo? Il ministro ha sottolineato l’importanza di investire nel ricambio della flotta e nel ricambio generazionale, nonché di semplificare i controlli e migliorare la competitività del settore. Lollobrigida ha anche richiamato l’importanza di semplificare i controlli, che secondo lui non sono sufficienti. Il ministro ha sottolineato che nel resto del mondo, mentre noi riempiamo di carte i nostri pescatori, pescano in maniera non particolarmente attenta e sicuramente ben lontana dai nostri standard. Il ministro ha chiesto una revisione del piano comune della pesca, che secondo lui non ha salvaguardato i pescatori, ma ha contribuito a metterli in pericolo. Lollobrigida ha sottolineato che le norme europee, sebbene mirate a proteggere la fauna marina, hanno avuto un effetto negativo sul settore. L’appello del ministro è chiaro: la UE deve cambiare le regole per salvaguardare i pescatori e il settore pesca europeo.