La Lega di Stefani accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord
La Lega in Veneto accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord, con un blitz in vista.

La Lega in Veneto, guidata da Alberto Stefani, sta accelerando sull’iter per l’autonomia differenziata, con l’obiettivo di precedere altre regioni del Nord, tra cui la Lombardia. L’azione, definita come un “blitz”, si svolge in un contesto di tensioni interne al partito e di polemiche con il Pd, che ha denunciato l’irregolarità dell’agenda delle discussioni in consiglio regionale. La Lega, attraverso il capogruppo Riccardo Barbisan, ha ribadito che non ha scavalcato nulla e che l’accelerazione è motivata dal desiderio di concludere l’intesa preliminare prima dei rivali autonomisti.
Un’accelerazione per precedere altre regioni
La Lega in Veneto ha iniziato a discutere sull’autonomia differenziata a partire dal 18 agosto, con l’obiettivo di concludere l’intesa preliminare prima delle altre regioni del Nord, come la Lombardia. L’accelerazione è motivata dal desiderio di precedere i rivali autonomisti e di ottenere l’attenzione di Chigi e il passaggio in Parlamento. L’iter, però, è tutt’altro che breve: dopo il passaggio nelle giunte e l’approvazione formale dei consigli regionali, la palla passa al Consiglio dei Ministri, che avrebbe 45 giorni per deliberare l’intesa definitiva e il disegno di legge di approvazione inerente ciascuna materia.
La Lega ha risposto alle critiche del Pd, sottolineando che i veneti hanno votato nel 2017 l’autonomia e che non c’è motivo per attendere. Il capogruppo ha inoltre minimizzato le tensioni interne al partito, sottolineando che non ci sono state critiche nei confronti del vicepremier Matteo Salvini sul fatto che si sia speso poco sull’autonomia.
Le aree di intervento e i vantaggi per la regione
La Lega ha definito quattro ambiti di intervento per l’autonomia differenziata: le nuove professioni, la sanità e il coordinamento della finanza pubblica, la previdenza complementare e la protezione civile. L’obiettivo è di gestire risparmi del fondo sanitario regionale per altre attività pur sempre di carattere sanitario e sociosanitario. La regione, con bilanci in ordine sul tema della sanità e una delle regioni benchmark sul rispetto dei LEA, pensa di poter ottenere vantaggi da questo accordo. La Lega ha ribadito che l’accelerazione non è un atto di scorrettezza, ma una scelta strategica per concludere l’intesa prima dei rivali autonomisti. L’obiettivo è di battere sul tempo i rivali e di ottenere l’attenzione di Chigi e il passaggio in Parlamento, con l’ausilio del ministro Calderoli, che ha sempre dato una mano al Veneto.
La Lega in Veneto, guidata da Alberto Stefani, punta a essere la prima regione a concludere l’intesa preliminare sull’autonomia differenziata, battendo sul tempo le altre regioni del Nord. L’accelerazione, però, ha suscitato polemiche con il Pd, che ha denunciato l’irregolarità dell’agenda delle discussioni in consiglio regionale e ha chiesto di rispettare la priorità del tema del fine vita. La Lega ha ribadito che non ha scavalcato nulla e che l’accelerazione è motivata dal desiderio di concludere l’intesa prima dei rivali autonomisti.
