Caldo estremo al Sud, Luca Mercalli: “Nuove ondate di calore e impatto sull’agricoltura”
Caldo estremo al Sud, Luca Mercalli avverte di nuove ondate di calore e impatto sull’agricoltura.

Caldo estremo al Sud, nuove ondate di calore previste
Il 2026 potrebbe essere tra le estati più calde mai registrate, con il Centro-Sud Italia che si prepara a nuove ondate di calore. Luca Mercalli, climatologo e meteorologo, ha spiegato che la fase più intensa delle temperature elevate si è attenuata solo al Nord, mentre il Sud Italia si prepara a una nuova escalation. Secondo il climatologo, nei prossimi giorni le temperature potrebbero tornare diffusamente oltre la soglia dei 40 gradi, con possibili punte ancora più elevate. “È finita soltanto al nord Italia perché al centro, ma soprattutto al sud Italia, si rinforza in questi giorni una nuova ondata di caldo”, ha detto Mercalli.
Impatto sull’agricoltura e viticoltura in aumento
L’aumento delle temperature mette sotto pressione l’agricoltura e in particolare il settore vitivinicolo. Mercalli ha commentato i casi di “vendemmia tropicale”, spiegando che alcuni produttori stanno modificando la collocazione dei vigneti, cercando altitudini maggiori e orientamenti precedentemente considerati poco adatti. I versanti esposti a sud, tradizionalmente privilegiati in territori come Toscana e Langhe, potrebbero diventare “troppo caldi e secchi”, causando uno stress crescente alla vite. La vite viene sottoposta a uno stress crescente e diventa quindi necessario cercare condizioni climatiche più favorevoli. Il climatologo ha sottolineato che l’adattamento non può essere lasciato esclusivamente alle decisioni dei singoli agricoltori. “È chiaro che serve un’azione coordinata a livello nazionale”, ha ammonito. La prospettiva futura è ancora più delicata. Se il riscaldamento dovesse continuare secondo le attuali dinamiche, secondo il meteorologo alcune delle aree oggi considerate ideali per la viticoltura potrebbero perdere progressivamente questa caratteristica.
Non possiamo lasciare nelle mani di un singolo agricoltore questo tipo di adattamento, che effettivamente sta già avvenendo. Il settore agricolo non è stato colto di sorpresa: alcuni produttori stanno già modificando le loro pratiche per far fronte all’aumento delle temperature. Tuttavia, il climatologo ha sottolineato che l’adattamento non deve essere visto come una soluzione definitiva, ma come un passo necessario per affrontare la crisi climatica.
La soluzione passa dalla transizione energetica. Parlando di soluzioni, Mercalli ha richiamato gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, ricordando che le indicazioni fondamentali per affrontare il problema climatico sono già disponibili. Il climatologo ritiene necessario accelerare la transizione energetica attraverso investimenti nelle fonti rinnovabili e nella riqualificazione degli edifici. Inoltre, ha sottolineato la necessità di una diversa gestione del metano, che è tra 30 e 80 volte più potente come gas serra rispetto alla CO2. “Tagliando le perdite di metano dai gasdotti, dagli allevamenti animali, da altre attività industriali, abbiamo la possibilità di togliere un gas serra molto più potente rispetto alla CO2”, ha evidenziato.
La situazione climatica nel 2026 appare sempre più preoccupante, con il rischio di nuovi record di calore e un impatto crescente sull’agricoltura. Luca Mercalli ha chiesto una risposta coordinata e tempestiva per affrontare la crisi, sottolineando l’importanza di una transizione energetica più rapida e una gestione più responsabile dei gas serra. L’attenzione si concentra su un futuro in cui il caldo estremo potrebbe diventare una realtà sempre più frequente, con conseguenze significative per l’ambiente e l’economia.
