Il caldo estremo genera miliardi: il business dei derivati climatici in Italia
Il caldo estremo genera miliardi: il business dei derivati climatici in Italia

Quando le temperature superano i 40 gradi e le città si trasformano in forni, alcuni investitori si fregano le mani. In Italia, i grandi fondi speculativi e i giganti della riassicurazione non sudano, ma incassano miliardi grazie a strumenti finanziari che scommettono sul caldo. Il business dei derivati climatici, un settore in crescita, permette a chi ha accesso a dati meteorologici e modelli avanzati di profittare dalle ondate di caldo, che spesso portano a un aumento esponenziale dei prezzi dell’elettricità e del gas naturale.
Derivati climatici: un’arma a doppio taglio
I derivati climatici sono contratti finanziari che permettono di scommettere sul meteo. Con una polizza tradizionale, per incassare si deve dimostrare un danno fisico, come un raccolto bruciato o un impianto fermo. Con un derivato climatico, invece, si fissa una soglia di temperatura e, se i termometri ufficiali la superano, il contratto paga automaticamente in denaro. Niente perizie, niente avvocati, niente discussioni. Solo i numeri del termometro.
Questi strumenti sono gestiti da squadre specializzate, composta da meteorologi, fisici dell’atmosfera e ingegneri dei dati. A Citadel, uno dei più grandi hedge fund al mondo, ne opera circa due dozzine. Usano supercomputer e modelli satellitari ad alta risoluzione per prevedere con giorni di anticipo la formazione di anticicloni stazionari sulle capitali europee. Mentre i mercati “normali” discutono se farà caldo, loro hanno già comprato i derivati climatici a prezzi bassi e preso posizioni rialziste sul gas naturale e sull’elettricità.
Un sistema che incassa due volte
Il cerchio si chiude sui mercati energetici reali. Quando il termometro sale oltre certi limiti, la domanda di elettricità per i condizionatori esplode. Allo stesso tempo, l’efficienza dei pannelli solari cala e le centrali termiche o nucleari devono ridurre la produzione, perché l’acqua dei fiumi usata per il raffreddamento è troppo calda o non c’è proprio. I prezzi di gas e elettricità salgono. Chi aveva previsto l’ondata di caldo con i modelli meteorologici avanzati incassa due volte: una volta dai derivati climatici e una volta dall’impennata dei prezzi energetici fisici.
Questo sistema, però, non è accessibile a tutti. I piccoli investitori, spesso esclusi dai derivati istituzionali, hanno trovato una via alternativa attraverso mercati di previsione basati su blockchain come Polymarket. Su queste piattaforme, si acquistano quote su specifici intervalli di temperatura che una città raggiungerà in un determinato giorno. Tuttavia, rispetto ai mercati finanziari regolamentati, questo mondo decentralizzato espone i piccoli risparmiatori a diversi rischi: dall’estrema volatilità alla potenziale illiquidità dei contratti, fino alle incertezze normative e ai pericoli di malfunzionamento o manipolazione delle stazioni meteo, come è successo a Parigi qualche mese fa, usate come riferimento per assegnare la vittoria.
Il caldo estremo non solo paralizza le città, ma anche genera miliardi di profitti per chi sa scommettere sulle temperature. Mentre i cittadini cercano refrigerio nei parchi e nelle fontane, i grandi investitori si fregano le mani, sfruttando un sistema che, sebbene efficiente, esclude molti e espone a rischi non trascurabili. La speculazione sul caldo si basa su modelli meteorologici avanzati e dati in tempo reale, che permettono di anticipare le ondate di caldo e profittarne. Questo tipo di investimento, però, non è accessibile a tutti e richiede competenze tecniche e finanziarie specifiche.
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