Peter Oppenheimer aggiorna il suo allarme sull’espansione dei profitti tecnologici con dati concreti

Peter Oppenheimer di Goldman Sachs aggiorna il suo allarme sull’espansione dei profitti tecnologici con dati concreti e confronti storici.

Peter Oppenheimer, stratega globale per azioni di Goldman Sachs, ha aggiornato il suo allarme sull’espansione dei profitti tecnologici con dati concreti, rafforzando l’ipotesi di un “bolla dei profitti” in corso. L’analista, che aveva già sollevato il tema in agosto, ha ora presentato un’analisi dettagliata in un rapporto intitolato “Competition for Capital”, che collega la crescita dei profitti tecnologici a un aumento del costo del capitale e a una competizione tra investimenti privati e pubblici. L’ipotesi, che aveva inizialmente basi aneddotiche, ora si sostiene su numeri verificabili e dati di mercato.

Profitti tecnologici in crescita, ma con rischi

Oppenheimer ha sottolineato che i profitti delle aziende tecnologiche rimangono “molto robusti” e i bilanci “in generale forti”, un contrasto con la fragilità finanziaria che ha portato alla crisi bancaria del 2008. Tuttavia, il rischio non è nella valutazione, ma nella crescita dei profitti, che potrebbe essere sostenibile solo se il costo del capitale non aumenta. I dati mostrano che gli investimenti in infrastruttura AI, come data center e generazione di energia, stanno crescendo rapidamente, con un aumento del 65% del capitale di spesa tra aziende tecnologiche di rating AA nel secondo trimestre. Questo, insieme a un aumento record delle emissioni di credito, ha reso più complesso il quadro finanziario.

La competizione per il capitale sta spostando i tassi a lungo termine.

Oppenheimer ha collegato l’aumento del costo del capitale a una competizione tra investimenti privati e pubblici, con entrambi i settori che cercano di accaparrarsi risorse limitate. L’analista ha spiegato che i tassi a lungo termine stanno aumentando più rapidamente di quelli a breve termine, un fenomeno che ha già avuto effetti sul mercato obbligazionario. Torsten Slok, economista capo di Apollo Global Management, ha condiviso un’analisi simile, sottolineando come la situazione attuale si sia spostata da un surplus di risparmi a una scarsità. Slok ha osservato che i tassi di interesse a lungo termine stanno aumentando a causa della competizione per il capitale, un fenomeno che ha già avuto effetti sul mercato obbligazionario, con i rendimenti su obbligazioni a lungo termine che si sono spostati in direzione di un aumento.

Effetti sul mercato e su chi investe

La tensione tra crescita dei profitti e aumento del costo del capitale si sta già manifestando nei mercati. Dopo un discorso di un CEO di Anthropic che ha chiesto un rallentamento nello sviluppo di intelligenza artificiale per motivi di sicurezza, i titoli delle aziende produttrici di chip sono crollati, mentre i titoli delle aziende che sviluppano l’AI, come Alphabet, Microsoft e Meta, hanno registrato un aumento. Questo contrasto riflette una dinamica in cui i grandi player dell’AI possono semplicmente fermare l’espansione e “raccogliere i frutti” da ciò che hanno già costruito, mentre le aziende che forniscono l’hardware e l’infrastruttura non hanno questa opzione.

Un rallentamento potrebbe ridurre la fiducia nei profitti futuri.

Nonostante i dati positivi, Oppenheimer ha avvertito che un rallentamento nella crescita dei profitti, in un contesto di costo del capitale più elevato, potrebbe ridurre la fiducia nei profitti futuri, con effetti a cascata su tutta l’ecosistema tecnologico. L’analisi di Oppenheimer, supportata da dati concreti e confronti storici, rappresenta un ulteriore segnale di preoccupazione per i mercati finanziari, che potrebbero dover affrontare un periodo di maggiore volatilità.